Attendiamo le importani rivelazioni del M.o Muti

"Ora - dice Zecchillo - tutti stiamo aspettando con il fiato sospeso che il

10/set/2003 21.24.04 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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  Dopo le dichiarazioni  forti e compromettenti di Muti,gli artisti lirici e Zecchillo voliono sapere tutta la verita' sulla gestione amministativa e artistica della Scala
 
Su Corriere della sera del 10-9-03 appare un'intervista al M.o Riccardo Muti con un titolo terribile:"Se parlo io,uso il cannone". Nel corso dell'intervista,Muti ribadisce:"Quando mi deciderò a palare non userò la pistola,ma il cannone". - "Ora - dice Zecchillo - tutti stiamo aspettando con il fiato sospeso che il maestro si decida. Tutti abbiamo un pensiero fisso: cos'è successo alla Scala?"  Il baritono Giuseppe Zecchillo ,sindacalista,rappresentante degli artisti lirici,e già consigliere di ammnistrazione del Tatro alla Scala,non nasconde i suoi cupi presentimenti:"Muti parlerà,ormai non può più esimersi,altrimenti coprirebbe delle responsabilità,delle illegalità,forse anche dei reati . Muti ha assunto il tono del giustiziere - spiega Zecchillo -sollevando atroci sospetti;ora i cittadini vogliono e debbono sapere: Se le parole di Muti le avesse dette un semplice dipendente del Teatro alla Scala, potrebbero sembrare l'exploit di un millantaore,ma in bocca a  una persona autorevole ,che conosce a fondo i problemi e le complessità del teatro,destano serie preoccupazioni. Usare il cannone significa - a meno che Muti non sia improvvisamente impazzito - che all'interno della Scala sono accadute e accadono  faccende di una gravità inaudita,non a livello di singole persone,ma addirittura generalizzate. Quando ero nel Consiglio di amministrazione scaligero - ricorda Zecchillo - non ho avuo sentore di cose così gravi,probabilmente perché all'epoca il C.d.A. comprendeva tutte le rappresentanze sindacali,che erano molto attente alla vita interna dell'ente lirico,sorvegliavano,denunciavano eventuali anomalie fin su nascere Poi,essendo stati estromessi i sindacati,chi aveva intenzione di agire scorrettamente ha avuto mano libera. Evidentemente,in questi ultimi anni,la situazione si è deteriorata in modo impressionante. I cittadini,che pagano le tasse per il teatro,hanno diritto di sapere cosa succede alla Scala: furti?malversazioni?corruzione?estorsioni?ricatti?prostituzione?pedofilia? Molti anni fa ci sono stati,alla Scala,episodi di pedofila non denunciati,pur essendo notori,per impossibilità di procurarsi delle prove.Allora la mentalità di fronte ai reati a sfondo sessuale era diversa;le vittime,o i genitori delle vittime erano restii a denunciare. Oggi queste remore sono superate ed è più facile perseguire i colpevoli da parte della Magistratura. Dopo aver dato la stura a ogni genere di sospetti suonando l'allarme,Muti non può più tacere,non può venirci a dire che è stata solo una battuta,uno scherzo. Siamo tutti in attesa delle rivelazioni del maestro,a cominciare dagli artist lirici e dal sottoscritto
 
                                Giuseppe Zecchillo

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