Lettera aperta di Zecchillo al Sindaco di Milano

17/set/2003 19.06.08 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Muti ha chiesto la testa di Fontana?
Muti non è Salomè. E Albertini non è certo Erode. Fontana non merita di essere sacrificato - dice Zecchillo -
ma innalzato. Perchè non proporlo come sottosegretario ai Beni Culturali?
 
Caro Sindaco,
il sovrintendente del Tato alla Scala,Carlo Fontanache ha operato in modo impeccabile per ben 12 anni - come riconosce lo stesso Consilio di amministrazione - potrà
lasciare il teatro milanese solo con gli onori che merita.
Inutile girare intorno all'aut-aut lanciato dal M.o Muti. Se si vuole accontentare Muti,l'unico modo è quello di offrire a Fontana non un misero contentino,ma un incarico più prestigoso dell'attuale;considerando,inoltre,che sarebbe perfettamente in grado di svolgerlo. Cosa c'è più in alto del sovrintendente? ll Sottosegretario allo Spettacolo.
Il Ministro Urbani sarebbe sicuramente lieto di avere Fontana come diretto collaboratore. Caro Sindaco,se desidera fare la cosa giusta,questa è - a nostro avviso
- la strada percorribile .I cittadini si aspettano non solo che Lei risolva il problema Scala,ma che lo faccia con senso di equità e di giustizia verso una persona,come Fontana,che ha lavorato molto e bene,in condizioni difficilissime per tenere alto il nome della  Scala. Nella speranza che Lei voglia essere sensibile verso l'opinione degli artisti lirici,che ho l'onore di rappresentare, Le porgo i migliori saluti e Le auguro successo.
 
Giseppe Zecchillo - segretario nazionale dello SNAAL,già consigliere di amministrazine del Teato alla Scala. 

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