Candide. Una'altro scandalo alla SCALA

Quando si co-produce, un dirigente serio s'informa, segue i lavori, non aspetta di vedere l'opera per decidere che è meglio toglierla dal cartellone (dopo tante spese) oppure, in alternativa, di farla modificare dal regista (con ulteriori spese.

09/gen/2007 16.30.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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UN ALTRO SCANDALO ALLA SCALA
LA VERITA' SULLA RIDICOLA (E TRISTE) VICENDA DELL'OPERA "CANDIDE"

L'opera "Candide", tratta dal celebre romanzo di Voltaire e musicata da Bernstein, è programmata nel cartellone della Scala dal 20 giugno al 28 luglio. Tanto basta a capire che il sovrintendente Lissner l'aveva approvata. Si sa anche che l'aveva finanziata (in co-produzione con il Teatro Chatelet di Parigi e l'English National Opera di Londra) investendovi quasi tre miliardi - 2 milioni e 300.000 euro. Ma ora è evidente che il "caro" sovrintendente non aveva la minima idea di cosa stesse coproducendo; in altre parole aveva comprato a scatola chiusa. Infatti si è trovato davanti a qualcosa che non immaginava. Quando si co-produce, un dirigente serio s'informa, segue i lavori, non aspetta di vedere l'opera per decidere che è meglio toglierla dal cartellone (dopo tante spese) oppure, in alternativa, di farla modificare dal regista (con ulteriori spese. Il regista Robert Carson, trattandosi di un testo ironico e irriverente verso i potenti e il potere prevaricatore, ne ha fatto!
un'opera comica: fin qui niente di grave. Però (c'è sempre un però) Carson ha pensato di mettere in scena per 3 minuti Berlusconi ubriaco e in mutande, che sghignazza insieme a Bush, Chirac, Putin e Blair, altrettanto sbronzi e denudati, mentre galleggia su un mare di petrolio. Sorpresa di Lissner! che si è trovato improvvisamente a dover scegliere fra lo spettacolo programmato e la propria poltrona, sorretta (finora) dal sindaco berlusconiano Letizia Moratti.
Ovviamente ha scelto la poltrona...in letizia.
Ma, quanto è ridicolo un sovrintendente e direttore artistico, che impegna una somma ingente a occhi chiusi, poi si sveglia e butta l'acquisto nella spazzatura. Ridicolo e triste. Una volta, chi dava tanta palese prova di incompetenza, sentiva il pudore e l'onore di dimettersi. Oggi, la superficialità e l'imprevidenza, le spese sconsiderate e le scelte irresponsabili sono condonate con un colpo di spugna. Ecco perché le cose vanno male. Si sottoscrive qualunque stupidaggine, tanto si è certi di non essere penalizzati.
Lissner ora si dà le arie di avere "salvato la Scala" eliminando un'opera che, a Milano, avrebbe fatto scandalo. A Parigi non si è scandalizzato nessuno vedendo sulla scena uno Chirac messo in burletta; il pubblico ha riso, questo è lo scopo liberatorio della satira. La verità è che Lissner "ha salvato" non la Scala, ma il proprio posto lautamente remunerato. Lissner, non solo si è dimostrato un dilettante come dirigente, ma ha peggiorato la situazione con le sue dichiarazioni ipocrite. Dice Lissner:" Quel Candide troppo satirico sarebbe stato pericoloso per la Scala". La verità è che il più grande pericolo per la Scala si chiama Lissner. Sì, perché è stato speso un sacco di soldi per un'opera eliminata dal cartellone...e se ne spenderà un altro sacco qualora si volesse riproporla modificata. Queste spese dovrebbero essere addebitate al sovrintendente, che non si è informato a tempo, non ha seguito la realizzazione dell'opera e ha provocato danni economici alla Scala. Quest!
o signore, che non aveva mai gestito un grande teatro, ha avuto la presunzione di farsi nominare anche direttore artistico; così lui propone il programma e lui stesso lo approva. I risultati di questo doppio incarico sono ormai sotto gli occhi di tutti: appena si muove, Lissner fa guai. Siamo già al quinto pasticciaccio consecutivo. Fino a quando Ermolli (banche) proteggerà questo individuo? Ci auguriamo che i sindacati interni, i consiglieri di amministrazione e gli stessi dipendenti si rendano conto che Lissner non ha fatto altro che sbagli e che prendano una posizione, senza aspettare che la situazione, già compromessa, si aggravi ulteriormente.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala
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