Comunicato stampa del 19/09/2003

19/set/2003 15.53.12 Daniele Rubboli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Per informazione e Vostro totale uso e consumo: tel 02.2842836 - 337.299585

 

 

FAME - SARANNO FAMOSI

IL BEL MUSICAL ALL’ITALIANA

 

Entusiastiche ovazioni per il nuovo musical presentato in anteprima a Pavia- Un po’ di rodaggio e tutto sarà perfetto per la <prima> del 18 ottobre al Comunale di Carpi-Ottimali regia, luci e orchestra dal vivo

 

C’erauna volta un Paese chiamato Italia pieno di musica.

Innamorato pazzo del melodramma e dell’opera buffa, con qualche simpatia per l’operetta, si è dato da fare per dimenticare la commedia musicale alla Garinei-Giovannini-Trovajoli&C, e ha guardato il musical anglo-americano come una barbarie della quale si può fare a meno.

Baciata come Biancaneve e la Bella Addormentata da principi quasi azzurri dal coraggio corsaro di Lorenzo Vitali e dall’intelligenza teatrale di Marco Daverio, l’Italia da qualche tempo si è svegliata per fare all’amore anche con il musical.

La premianda coppia Vitali-Daverio, cui dobbiamo almeno un Premio Oscar e un Nobel finalmente giustificati, già ci ha dato “Il violinista sul tetto” per le magie di Moni Ovaia (- presente a Pavia con Jerry Calà e Enrico Beruschi-) ed ora ecco “FAME-SARANNO FAMOSI” tratto da un buon lavoro teatrale made in USA (-non solo guerra producono gli States-), divenuto un mito dei serial tv americani, ed anche un film senza cassetta.

Ieri sera l’anteprima al Teatro Fraschini di Pavia, in attesa del 18 ottobre quando ci sarà la <prima> al Teatro Comunale di Carpi.

Giusto un mese per gli ultimi ritocchi, in particolare utili ai tecnici del suono, ma anche ai <ragazzi> per meglio sintonizzarsi con l’amplificazione , elettrodomestico che deve essere al miglior servizio dell’utente, esaltandone le doti vocali, parlate e cantate, e magari ammorbidendo pure certe fissità foniche che qualcuno potrebbe bollare di stonatura.

Già ottimale - anche se sempre tutto è migliorabile - la messa in scena di Luigi Perego e Gigi Saccomandi; altrettanto l’esecuzione delle musiche simpaticamente artigianali di Steve Margoshes e Jacques Levy (due brave persone senza ali nate senza il colpo di genio alla Lloyd Webber, Schonberg e Cocciante) che vengono addirittura sublimate dalla band che opera dal vivo; e le luci.

Piu’debole il testo italiano, forse anche volutamente pieno d’ingenuità perché alla fin fine è una storia di studenti che cercano nello spettacolo la propria realizzazione. Qualche ritocco però sarebbe gradito e porterebbe nei cieli alti questo musical all’italiana che evidentemente cavalca un purosangue che in Italia si è sempre ben riprodotto: la Fantasia.

Fare a questo punto una graduatoria all’interno del cast diventerebbe ingiusto nella penalizzazione di questi giovani e giovanissimi quasi -debuttanti, senza dubbio sconosciuti, che hanno dato l’anima per offrirsi al meglio al pubblico che li attende in un lungo tour da Carpi a Bari fino al febbraio prossimo.

E sarebbe delitto non raddoppiare le date già programmate.

Non posso però trattenermi dal ricordare la fisicità rigogliosa e la potenzialità uso dinamite di Beatrice Mondin, ottima… “cotoletta alla milanese”. Auguriamoci che non scoppi e nel tempo stemperi la sua energia in una maturazione che farà di lei una protagonista di successo.

Con estrema simpatia va sottolineata la presenza di Serafina Frassica, la golosa della scuola (-in futuro, per le riprese, Vitali deve chiedere la sponsorizzazione anche della Nutella-) che potrà prossimamente essere il clone di una grande indimenticata caratterista del teatro e cinema italiani: Ave Ninchi.

Straordinari gli studenti di violino (Andrea Casta) e tromba (Raffaele Kohler); intensa seppur con ben altre potenzialità, soprattutto nella recitazione, Marta Belloni nel ruolo della farfalla che si brucia, la quale, pur non essendo bellissima, vale tutte le concorrenti a Miss Italia che, di fronte a lei, sono Puffi. Vincitrice compresa.

Da non restituire agli USA il ballerino Kris Jobson, di ormai acquisita sicurezza professionale ricca di estro personale, e il soprano Moncia Small che speriamo voglia trascurare i sogni operistici, per dar voce al musical dove potrà essere un’acclamata protagonista.

Applausi a tutti gli altri che attendiamo ancora migliorati a Milano, in dicembre, e applausi all’Unicredit, banca che, sponsorizzando questo spettacolo, sta giustamente puntando sui giovani.

A lei, sfacciatamente, chiediamo, in fretta, il DVD di “Saranno famosi” da allegare all’edizione natalizia del “Corsera”, altro sponsor di questo musical .

Ultima considerazione: i bei teatri italiani del ‘700 e dell’’800, continuino ad ospitare Verdi e Shakespeare, Puccini e Pirandello, ma il musical deve abitare spazi del ‘900 e del 2000, magari ricavati da ex fabbriche in disuso, o costruiti secondo le esigenze di domani.

Ogni epoca deve vestire secondo il proprio gusto. Anche per questo nella mia collezione di cappelli non c’è tuba, e neppure tricorno.

 

Daniele Rubboli

 

Giornalista professionista

Direttore artistico Laboratorio Lirico Europeo di Milano

                             Accademia Lirica Rotariana

 

 

 

FAME - SARANNO FAMOSI
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl