Zecchillo:Troppe cose vengono taciute ai cittadini e sull'equivoco si sta giocando il futro del Teatro alla Scala

20/set/2003 20.27.09 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Nessuno ha mai avuo il coraggio di chiedere a Riccardo Muti perché vuole sacrificare Carlo Fontana. Cos'ha fatto di male quest'uomo?
 
Fra tutti coloro che si sono occupati dell'attacco di Muti contro Fontana, con conseguente crisi della Scala, nessuno,a cominciare dal Sindaco Albertini ,fino ai consiglieri di amministrazione,fra i quali Confalonieri,Tronchetti-Provera ed Ermolli (che sono ache sponsors del Teatro/Fondazione) ha avuto il coraggio e l'onestà di dire ai cittadini/contribuenti quali siano i motivi per cui il sovrintendente Fontana è costretto a subire un così pesante attacco da parte del M. Muti. La gente si domanda di quali colpe si sia macchiato Il sovrintendente per essere travolto in questa specie di scandalo ed essere reso impopolare con la collaborazione di una stampa che o non cerca la verità,o la nasconde ai lettori. Quando ero consigliere d'ammnistrazione della Scala dcevo al sovrintendente Fontana:"Stai dando troppo spazio sia alla Filarmonica,che porta via il tempo e gli sponsors alla Scala,sia a Muti che praticamente egemonizza i programmi. Capisco che Muti voglia tutta l'attenzione su di sé,ma la Scala  deve scritturare anche altri drettori d'orchestra,noti e apprezzati in tutto il mondo, come Maazel,Abbado,Sinopoli,Chailly,Oren e tanti altri,tutti validi come Muti e qualcuno più di Muti,che non potrebbe passeggiare nella sua ombra". Fontana allargava le braccia e sorrideva:-"Ci vuole pazienza.Non voglio creare polemiche interne.Le discussioni,i dissidi,le divergenze fra i capi danneggiano l'istituzione.Prima di tutto viene la Scala e la Scala ha bisogno di tranquillità,di serenità". Ora,a distanza di anni,la generosità,la pazienza,la condiscendenza di Fontana gli stanno costando la carriera.Ci sta rimettendo il posto,colpevole soltanto di coerenza ai suoi princìpi:prima dell'interesse personale,vengono gl interessi della Scala. Ci fa specie che il Ministro Urbani,il quale è completamente ignaro di musica e che dovrebbe essere "super partes",abbia detto:"La presenza di Muti alla Scala,oltre ad essere un grande priviegio,è un dovere" - una frase irriguardosa verso gli altri direttori d'orchestra,ma soprattutto ambigua perché,francamente,non si capisce quali doveri abbia il Governo verso Muti. Ieri si sono fatti vivi anche i loggionisti,additando lo spettacolo indecoroso di una manfrina a livello politico,che lascia ombre ed equivoci,facendo sospettare una realtà peggiore di quella che si tace. Il Comitato Liber Loggionisti esprime preoccupazione per la Scala,che non deve diventare feudo di qualcuno in particolare,né essere preda di partiti politici e di parte. Il Sindacato degli Artisti Lirici concorda perfettamente con questa linea. Sui giornali di oggi abbiamo assistito anche a una "retromarcia" di Muti.Dopo averci inoculato per giorni e giorni,apertamente o fra le righe,che la Scala,in questi ultimi anni è stata in coma o in catalessi,per cui necessita di un risveglio,di un rilancio,queste allusioni negative di Muti hanno susciato le reazioni di orchestrali,coristi e tecnici,i quali si sono sentiti denigrati,poiché certamente Muti non alludeva agli impiegati,ai portieri o al personale delle pulizie. A tali reazioni,Muti,spaventato,si è precipitato a dichiarare alla stampa chesì,da 10 anni le cose vanno male,ma l'orchestra,il coro e i tecnici vanno forte. Insomma le strutture portanti funzionano.Appena sceso dall'aereo,Muti,incontrandosi con i giornalisti,si é vantato del grande trionfo che ha conseguito a Tokio. Il merito di questo trionfo sarà stato anche un po' del sovrintendente,il quale,con alto senso di professionalià,ha dato tante ore di straordinario ai tecnici,al coro e all'orchestra per provare e riprovare,affinché la Scala potesse fare bella figura,come l'ha fatta,a Tokio. E se Muti oggi è conosciuto lo deve in parte a Fontana chedurante quesi ltimi 10 anni,gli ha lasciato gli spazi liberi che voleva nei calendari della programmazioe,ha ceduo alle esigenze della carriera personale del maestro,e anche ai suoi capricci;gli ha dato tutto quello che un sovrintendente può dare per valorizzarlo.E' arrivato fino al punto di non scritturare i più grandi direttori d'orchestra del mondo per non arrecare un dispiacere al maestro. Se Muti non riteneva Fontana all'altezza del suo incarico,perché non lo ha contestato 10 anni fa?  La coerenza vuole che si fosse pronunciato prima. La verità è che Fontana,così signorile,così generoso,così conciliante gli faceva comodo. A un certo momento,Fontana si è reso conto della situazione imbarazzante e pericolosa e avrà detto:"Caro Riccardo,se permetti,ora faccio il sovrintendente".Dal momento in cui Fontana ha iniziato a porre dei paletti dove occorreva,ha suscitato l'odio di Muti. Ponendo al Sindaco un  arrogante aut-aut (o io o lui) Muti sapeva già - ingenerosamente -che Fontana,non avendo sponsors né padreterni alle spalle,avrebbe perso. Troppo facile. Il M.o Muti - a nostro avviso - deve solo gratitudine e riconscimenti al sovrintendente, che gli ha consentito di realizzarsi come artista; invece esprime,contro di lui,veleno e cattiveria.Lo vuole allontanare per diventare il padrone assoluto della Scala .E' chiaro che,senza Fontana,due elementi negativi si espanderanno alla Scala: la Filarmonica( sponsor Mediaset) prenderà sempre più spazio a detrimento della programmazione scaligera; la Scala sarà sempre più preda di un gruppo oligarchico,che la userà per i propri interessi (clientelari,pubblicitari,elettorali e di strapotere). Il teatro non sarà più dei Milanesi,ma di qualcuno (che per ora sta nell'ombra) e che spadroneggerà a suo piacere.
 
Giuseppe Zecchillo -segretario nazionale SNAAL -già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala.

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