Manifestano in piazza i dipendenti della Scala.

di Ricardo Muti si paralizzi la Scala" (Corriere della

24/set/2003 20.59.29 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Barbareschi:"E' inaccettabile che per il capriccio di Ricardo Muti si paralizzi la Scala" (Corriere della sera-24/9/03)
 
La dichiarazione di Luca Barbareschi,responsabile della cultura del nuovo PSI,mette il dito nella piaga: la questione è tutta qui. Solamente non vorremmo che,essendo intervenuto l'esponente di un partito,intervengano anche quelli di altri partiti. La disputa interna alla Scala si trasformerebbe in una bagarre politica...no,grazie,di confusione ce n'è già abbastanza. Tuttavia ci fa piacere che Barbareschi abbia acceso il lume della verità. Da giorni Milano la chiedeva ma nessuno - né i cronisti addetti,come Pierluigi Panza del Corriere,né le autorità preposte,come il Sindaco Alertini - avevano il coraggio di mettere in risalto.Allora tiramo le fila e facciamo un bel prospetto delle follie di tutti. Domenico Dentoni della UIL sottolinea che la Scala ha perso oltre 9 milioni di euro nella scorsa stagione; se il Sindaco,invece di mandare la Scala al'Arcimboldi (suscitando sospetti di interessi ombrosi e sottaciuti) l'avesse trasferita al Teatro Lirico, come molti - compreso il sottoscritto - suggerivano,la Scala avrebbe guadagnato,non perso milioni di euro . La manifestazione dei dipendenti della Scala davanti a Palazzo Marino (sede del Comune) con cartelli "No ai mercanti della Fondazione" - "Vogliamo chiarezza" - "Sulla Scala vogliamo tutta la verità" - la dice lunga su come stanno le cose all'interno del teatro. Tutti,anche l'ultimo fattorino,hanno capito che c'è sotto qualcosa. Chiarezza,trasparenza. Io -come consigliere del Teatro alla Scala - le esigevo,le proponevo,le promuovevo; ma fui ostacolato invece che ascoltato. I sindacati confederali,allora,non mi appoggiarono,tacquero con la scusa che loro intervengono solo quando si toccano le condizioni economiche dei dipendenti. La manifestazione di oggi li smentisce in pieno:i dipendenti hanno anche un cervello e vogliono sapere. Se i sindacati interni della Scala mi avessero sostenuto a suo tempo,oggi non saremmo a questo punto: nel marasma,alla mercé di na "bacchetta". Ho sempre ostentato il mio amore per la Scala,ma oggi le esternazioni di amore per il teatro e il suo prestigio,sulla bocca di coloro che se ne fregano perché tengono solo all'interesse e al potere,mi sembrano patetiche. Oggi si è capovolto tutto. Fontana,che è stato il primo sostenitore della trasformazione della Scala da ente liico in fondazione,ora si trova la Fondazione che,come una mantide,si appresta a farlo fuori. Muti,che scambiava sorrisi e strette di mano con Fontana,ora lo odia perché Fontana ha smesso di inchinarsi al divino maestro. Dal capovolgimento toale però- finalmente -  viene ala luce del sole (e  sindacalisti confederali lo dichiarano anche loro eslcitamente) il pericolo reale della Scala feudo dei privati con i soldi dello Stato. Un mostro,che privatizza la cultura musicale, la gestisce per i propri interessi di ogni genere e portata, e si arrichisce alle spalle dei cittadini perché detassato a titolo di Fondazione. Questo è oggi il precipizio in cui sta cadendo la Scala. Il Sindaco Albertini,che non è stupido,lo avrà capito benissimo. E allora basta: invece di reggere le code della marsina di Muti,il Sindaco difenda una buona volta la Scala,che non è di Muti,né di Tizio o di Caio,ma della città di Milano. Che ne dice il primo cittadino?
 
Giuseppe Zecchillo - segretario nazionale SNAAL - già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala.
 
 

----
Email.it, the professional e-mail, gratis per te: clicca qui

Sponsor:
Conto Arancio. Zero spese, stessa banca, più interessi.
Clicca qui

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl