La Scala ha problemi di sicurezza;all'attenzione del Sovrintendente e del Presidente Sindaco Moratti.

07/feb/2007 11.30.00 mitodier Contatta l'autore

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Denuncio le condizioni di grave pericolo e di totale mancanza di sicurezza per l’incolumità degli spettatori
delle due gallerie del Teatro alla Scala,con particolare riferimento alla situazione di chi occupa determinati posti.
Non entro nel merito delle questioni tecniche relative a vie di fuga,scale di sicurezza,scaloni più o meno ripidi e inagibili,anche se ci sarebbero da fare alcune osservazioni non irrilevanti; c’è infatti un problema ancora più grave.
Preliminarmente mi chiedo se Lei,Signor Sovrintendente,, ha mai avuto l’occasione di assistere ad uno spettacolo alla Scala seduto in una “ poltroncina” di prima fila di una delle due gallerie ( mi permetto di dubitarne) e se coloro che hanno concesso l’agibilità delle stesse si siano limitati ad un esame “a posti vuoti” o invece nel vivo di uno spettacolo ( anche di questo dubito fortemente).

Certamente le probabilità che alla Scala si verifichi una situazione di pericolo(che sia un incendio,un terremoto o una esplosione di panico comunque causata)sono statisticamente assai basse; è d’altra parte altrettanto certo che non è sulla base di queste previsioni probabilistiche che si debbono valutare la sicurezza o meno di un luogo e le idonee misure di prevenzione.

Affermo che ,nel caso disgraziato di una evacuazione in condizioni di panico delle gallerie ,per centinaia di persone della prima fila sarebbe in pratica estremamente difficile ,se non impossibile e comunque causa di ancor maggiore panico e contrasto con gli spettatori vicini,anche soltanto lasciare il proprio posto per raggiungere vie di fuga e luoghi più o meno sicuri ;le conseguenze sono facili da immaginare.
Per rendersene conto basta osservare la reale disposizione dei posti,la posizione delle colonne,i pochi centimetri di spazio che rendono difficile anche raggiungere il proprio posto in condizioni di normalità,il gradino che è un oltraggio al principio della eliminazione delle barriere architettoniche. La planimetria del Teatro allegata al programma della stagione e ripresa sul sito internet rappresenta una situazione dei luoghi che non ha nulla a che vedere con la realtà.

Ma lo stato dei luoghi che rende scomoda e grottesca,in condizioni normali,raggiungere o abbandonare il proprio posto di prima fila mentre diventa tragicamente pericoloso in caso di evacuazione forzata,è rappresentata dal fatto che spettatori provenienti da posizioni opposte e cioè dai tre posti di destra e dai tre posti di sinistra(è falso che i blocchi di sei posti indicati nella piantina siano continui perchè nel mezzo c'è una colonna) debbono necessariamente passare, se vogliono salvarsi,contendendosi i pochi,pochissimi,centimetri di spazio,aggirando la suddetta colonna che li divide e scavalcando il gradino di cui sopra; infatti dall’altro lato,sempre a causa di una colonna,non c’è via di uscita! Non tralasciamo poi l’eventualità che si possa essere schiacciati contro le colonne e ,in caso di forte pressione ,essere scaraventati in platea; non tralasciamo neppure l’ipotesi che,anche nel “semplice “caso che si debba soccorrere uno spettatore colto da malore,se ha la disg!
razia di trovarsi in prima fila, l’intervento non sia affatto facile e veloce;non dimentichiamo che l'età media degli spettatori è piuttosto alta e caratterizzata da problemi di mobilità. Ipotesi di fantasia ? Sì,a patto che il destino non “accenda “la sua di fantasia!

Concludo dicendo che alla Scala i posti più pericolosi sono quelli più costosi (in linea di massima) tra quelli di galleria,mentre i posti relativamente più sicuri sono quelli dai quali la visione è assai limitata o nulla; accade così che gli spettatori di questi posti per vedere qualcosa sono costretti a stare in piedi e ad aggrapparsi a tutto ciò che può sostenerli per protendersi verso il boccascena,ricreando così quella situazione di pericolo ,costituita dai posti in piedi, che anni addietro era stata denunciata dai Vigili del Fuoco.
Io non so se altri abbiano già evidenziato lo stato di pericolo che mi sono permesso di esporre ;credo comunque che ora chi di dovere non potrà invocare la non conoscenza del problema o dei problemi della sicurezza.
Per quel che mi riguarda, convinto come sono che, per quel che concerne l’attenzione che mi riserverà la Scala, la mia sia una “vox clamantis in deserto”,
darò seguito alla mia azione con forza e con ogni mezzo possibile,giudiziale e stragiudiziale,in Italia e all’estero.

Con osservanza.

Giuseppe Ermito abbonato


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