IL TEATRO BELLINI DI CATANIA SPENDE MALE I SOLDI CHE HA

IL TEATRO BELLINI DI CATANIA SPENDE MALE I SOLDI CHE HA IL TEATRO BELLINI DI CATANIA SPENDE MALE I SOLDI CHE HA LA LIRICA NON DEVE IMITARE LE VOLGARITA' DELLA TV Il Teatro Bellini di Catania ha festeggiato il centenario della nascita di Sciostakovic mandando in scena "Lady MacBeth del distretto di Mzensk": anniversario da ricordare e opera molto bella.

09/feb/2007 16.20.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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IL TEATRO BELLINI DI CATANIA SPENDE MALE I SOLDI CHE HA
LA LIRICA NON DEVE IMITARE LE VOLGARITA' DELLA TV

Il Teatro Bellini di Catania ha festeggiato il centenario della nascita di Sciostakovic mandando in scena "Lady MacBeth del distretto di Mzensk": anniversario da ricordare e opera molto bella. Ma...il solito regista, che pretende modernizzare, non ha trovato altro espediente che scimmiottare la TV con volgarità, con battute (arbitrarie) di grossolana e persino oscena comicità, sparse ovunque. Miserrime ideuzze, che disturbano e distraggono una grande musica. Con chi prendersela? L'opera è stata importata da Riga (Lettonia) e ciò fa intendere che il costo fosse conveniente; ma, con la stessa spesa, e magari in collaborazione con altri teatri italiani, evitando accuratamente scenografie alla Zeffirelli, si poteva realizzare "Lady MacBeth..." a casa nostra con almeno due vantaggi: 1) escludere il cattivo gusto e le scurrilità, che non attualizzano niente, ma scempiano tutto; 2) fare lavorare gli artisti italiani. Queste scelte, in teatro, sono fondamentali sia dal punto di vis!
ta artistico che socio-economico. E' assurdo spendere milioni di euro per un'opera ridotta a pochade e con un cast tutto di stranieri, dall'ultimo comprimario fino al regista, mentre gli artisti italiani stanno a casa, stentano a trovare un contratto pur essendo validi, e la stragrande maggioranza di essi non riuscirà nemmeno ad avere la pensione. A questa stregua, si chiudano i Conservatori e le Accademie di canto e musica in Italia, giacché molto costosi per lo Stato e inutili per coloro che le frequentano. Inutili, poiché non c'è lavoro per gli artisti italiani nella loro patria. La dilagante esterofilia dei dirigenti teatrali sarebbe giustificata solo da produzioni di alto livello; invece siamo sopraffatti dal dilettantismo e dall'anti-cultura. E' preoccupante. Sarebbe bene perciò che il Ministro dei Beni Culturali sospendesse le sovvenzioni a quei teatri che, con il pretesto di risparmiare sui costi di produzione, spendono i soldi per importare porcheriole, le quali no!
n solo abbassano il livello culturale della comunità, ma tolgono possi
bilità di lavoro a tanti bravi artisti italiani.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

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