Muti ha finito il suo tempo.

27/set/2003 15.15.35 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Caro Muti,è finito il tuo tempo,fai autocritica dei tuoi errori,chiedi scusa e vattene.
 
Ho letto proprio oggi sul Corriere della Sera na lettera aperta firmata da Attilia Giuliani,che dice una cosa intelligentissima, da condividere pienamente. Scrive la Sig.a Giuliani:"Il Consiglio di amministrazione della Scala non può chiedere di dimettersi a un sovrintendente, di cui ha condiviso le scelte fino a ieri, senza dimettersi in blocco esso stesso". Quindi,se Carlo Fontana fosse estromesso dal suo incarico,anche il C.d.A. che lo  ha sempre approvato dovrebbe lasciare. Dopo le dichiarazioni coraggiose di Luca Barbareschi (responsabile del settore cuturale del PSI) non è più un segreto che il nocciolo della questione Scala sta tutta nel fatto che appena Fontana si è mantenuto fermo su una posizione (vorremmo sapere se si tratta di bilancio,di calendario, o di programmazione) Muti ha cominciato a fargli la guerra. Ha lanciato aut-aut, ha minacciato cannonate,ha ventilato uno sterminio. Mancava solo che si lasciasse crescere i baffetti alla Hitler. Pretendeva che Fontana si mobilitasse per il suo imperialismo di carriera.  Quando ero in Consiglio di amministrazione della Scala,e contemporaneamente membro della Commissione Artistica,arrivavano continuamente delle richieste del maestro,che io ritenevo costose, incongrue,stravaganti. Sia in Consiglio che in Commissione ho dovuto sudare sette camicie per contenere le pretese del direttore musicale. Purtroppo non finivo mai in minoranza,ma sempre solo,perché tutti,dico tutti, avevano una grande paura di contrastare il maestro. Non ho mai capito il motivo di questo terrore. Dopo le sedute del Consiglio,spesso mi intrattenevo nell'ufficio di Fontana per commentare alcuni episodi. Lui mi diceva sempre:" Hai ragione,Zecchillo, ma io purtroppo non posso farci niente. Se dovessi scontentare il maestro,qui succede il finimondo, si paralizza tutto; quindi,per il bene della Scala,preferisco sopportare". A un certo punto il vaso è sato stracolmo,oppure c'erano cose su cui Fontana non poteva  transigere. Il Sindaco Albertini - poveretto lui - on riesce a trovare una soluzione. Ma la soluzione c'è: non licenziare chi ha sempre fatto il proprio dovere,ma chi,con richieste esose, ha provocato l'attuale sfascio. Pierluigi Panza continua a scrivere quotidianamente sul Corriere della Sera che non possiamo fare a meno di Muti, ma non ci spiega mai il perché. O questo perché non esiste, e Panza vuol fare lo sciacquo del cervello ai lettori ripetendo una vacuità finché l'acettano come verità sacrosanta, oppure Panza,poverino,non ha capito niente.
 
Giuseppe Zecchillo - segretario nazionale SNAAL - già cosigliere di ammnistrazione del Teatro alla Scala.

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