scandalo a sanremo

Diseducativo per chi lo fa e per chi lo vede.

03/mar/2007 19.49.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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SCANDALO SANREMO
Il Festival deve essere soppresso: troppo diseducativo, antisociale, antimusicale e anticulturale

Anche quest'anno è andato in scena il Festival del vuoto. Il Festival del niente. Della vergogna e delle illusioni. Anche quest'anno abbiamo assisisto alla solita sfilata di gente senza talento, di quelli che si definiscono artisti senza averne le doti, che si atteggiano a divi. Ma che desolazione. Diciamolo subito, questi non sono cantanti. Sono burattini stonati, dalle voci rozze e volgari. L'unico artista degno di essere definito tale è Luigi Tenco. Proprio in questi giorni ricorre il quarantesimo anniversario dalla sua morte. Lo ricordo serio e soprattutto cosciente. Aveva capito tutto. Quel circo viziato dal quale si è voluto sottrarre tragicamente. Dopo di lui il nulla. Il Festival di Sanremo è pericoloso. Continua a produrre anticultura. Diseducativo per chi lo fa e per chi lo vede. I giovani arrivano alla kermesse senza una vera preparazione. Senza aver mai varcato la soglia di una scuola di canto. E non siamo i soli a pensarla così. Anzi siamo in buona compagnia. A!
nche Daniel Baremboim, uno dei più grandi direttori d'orchestra di tutto il mondo, sostiene che "l'educazione musicale non esiste, non possiamo stupirci che sempre meno giovani frequentino le sale da concerto". Questo è il risultato dei vari Sanremo. Niente sudore, nessuna fatica. D'altronde, i giovani accendono la Tv e sembra che sia tutto facile: perché mettersi sotto e lavorare duramente se si può arrivare lo stesso al Festival senza il minimo sforzo? Così si giustificano anche gli ascolti, in media 11 milioni di telespettatori incollati alla Tv, per assistere allo spettacolo del niente. Cifre drammatiche. E' la prova del degrado culturale, è il male che i potenti fanno al popolo. E' la solita, già vista, tecnica che il potere adopera per drogare il popolo, per lasciarlo nell'ignoranza. Ma la colpa è anche di quella strenua minoranza che se ne frega, sta alla finestra, non denuncia come faccio io ormai da decenni. E i risultati sono s otto gli occhi di tutti. L'Italia c!
he va a pezzi e noi che continuiamo a pagare. Già, perché è sempre il
cittadino contribuente che ci rimette. Il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa ha provato a ribellarsi, non gli sono piaciuti i compensi dei presentatori: Pippo Baudo incassa 700 mila euro, Michelle Hunziker addirittura un milione di euro. Qualcuno mi spieghi che cosa sa fare questa ragazza tanto osannata! Non sa cantare (l'abbiamo sentito tutti quanto ha stonato quando ci ha provato), non sa ballare, non sa recitare. Ecco, l'unica cosa che gli riesce veramente bene è ridere. Ma avevamo proprio bisogno di una che ci ridesse in faccia così spudoratamente? Io credo proprio di no. Tornando al ministro ha provato ad alzare il polverone: "compensi troppo alti", dice lui. Ma nel concreto che cosa ha fatto? Si è solo indignato, ha parlato ma non gli è sfiorata minimamente l'idea di aprire un'inchiesta. Di capire in che mani finiscono tutti questi so ldi. Per cercare gli intrallazzi, per capire se magari qualcosa finisce anche nelle tasche di qualche dirigente Rai. Sembra c!
he la parola tangente non la ricordi più nessuno. Ma, chiunque ha un po' di buon senso può immaginare cosa succede dietro le quinte della più grande manifestazione canora organizzata nel nostro Paese. Insomma, la mia domanda è: davvero questi soldi li intascano solo i presentatori? O, magari, come è lecito pensare, dietro c'è anche lo zampino di qualche dirigente Rai disonesto? E vogliamo parlare di Michelle? Ha dichiarato che il cachet milionario le serve per pagare anche i suoi collaboratori. Ma ha aperto un ufficio di collocamneto? Che significa? Non è legale. Perché in questa maniera si propone come una mediatrice. Si potrebbe ipotizzare anche il reato di sfruttamento del lavoro altrui. La legge non lo prevede. Al massimo i soldi per i suoi collaboratori li avrebbe dovuti pattuire la Rai. Lo sfruttamento è un reato che de ve essere assolutamente denunciato. Io, come presidente del sindacato dei cantanti lirici italiani, non sono d'accordo che la tv di Stato possa offrir!
e questi cachet. Se questo spreco di denaro producesse cultura, allora
si potrebbe chiudere anche un occhio. Ma queste sono solo canzonette. Musica commerciale che ha il solo scopo di fare i soldi. Il nostro sindacato intende presentare prossimamente due esposti alla magistratura contro Baudo e company, perché abbiamo il sospetto che dietro quella cifra girino tangenti e contro la Hunziker per sfruttamento del lavoro umano proibito dalla legge.
E' una vergogna che in Italia i teatri lirici agonizzano (alcuni stanno addirittura chiudendo) e la musica classica è sempre più emarginata e la Rai concentra i soldi dei poveri contribuenti su Sanremo. E, ad essere penalizzati, sono sempre gli stessi. Anche a Sanremo. Basta vedere la paga degli orchestrali: una miseria. Percepiscono, a fronte di un orario di lavoro smisurato, 100 mila lire del vecchio conio a giornata. Pippo Baudo per opportunismo e paura degli orchestrali a solidalizzare con loro. Ha provato a difenderli denunciando il malaffare. Ma perché non comincia proprio lui a cedere una parte del suo cachet? Quando ero nella lirica ne ho viste di tutti colori: lotizzazioni, dirigenti incapaci e inadeguati, tantissimi disonesti. E Baudo faceva finta di non vedere. Ora basta. Lo Snaal chiede un intervento immediato. E' nostro dovere sociale combattere contro questo prodotto fasullo e inutile.

Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala


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