Quando cero io le cose andavano meglio

Quando cero io le cose andavano meglio PERCHE' QUANDO ERO CONSIGLIERE D'AMMINISTRAZIONE LE COSE ALLA SCALA ANDAVANO MEGLIO?

03/mar/2007 20.00.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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PERCHE' QUANDO ERO CONSIGLIERE D'AMMINISTRAZIONE LE COSE ALLA SCALA ANDAVANO MEGLIO?
Dell'attuale crisi della Scala non capisco niente e ciò che capisco mi offende sia come cittadino sia come artista. Quando ero consigliere d'amministrazione del più importante Teatro del mondo ho dato tutto il mio apporto. In genere i consiglieri d'amministrazione sono tutti lottizzati. Interessati al posto di prestigio e non consapevoli del ruolo culturale che ricoprono. Io non avevo niente da perdere e niente da guadagnare. Così mi sono sempre speso per il bene della Scala. Non mi sono mai conformato agli altri. Ho sempre messo in discussione le cose che non condividevo. Ero lì per dare il mio parere, il mio apporto di artista e conoscitore dei problemi reali del Teatro e ho dato il meglio. Anche quando gli altri spadroneggiavano. Mi sono sempre opposto ai clientelismi e agli appalti discutibili. Sempre viglie e senza paura. Senza timori. Senza risparmiarmi. Così mentre prima le assemblee del consiglio non duravano più di un'ora, con me dlre riunioni duravano molto di più,!
cioè il tempo necessario. Ci fermavamo a discutere anche per cinque-sei-sette ore. Pretendevo spiegazioni. E quando non capivo qualcosa andavo sempre a informarmi e chiedere consiglio ai tecnici. A volte mi facevo spedire le partiche a casa con una settimana d'anticipo per arrivare già preparato il giorno della discussione. Cose che non si erano mai viste. Impensabili. Prima, le pratiche si votavano senza conoscerle. Quando ero consigliere le cose funzionavano alla perfezione. Ho sempre passato una vita in prima linea, conducendo battaglie anche aspre per il bene dei teatri lirici. Il sovrintendente aveva bisogno dell'ok del consiglio e quando c'ero io non ho mai votato all'unanimità. Ricordo che il segretario generale del teatro mi diceva "da quando ci sei tu il sovrintendente, il direttore artistico e lo stesso Muti sono più attenti alle proposte da portare in consiglio". A molte proposte del maestro Riccardo Muti, il sovrintendente Carlo Fontana rispondeva: "Stai attent!
o che Zecchillo te le contesta". Erano altri tempi. Ero orgoglioso, vo
leva dire che stavo facendo bene il mio lavoro di consigliere. E la macchina della Scala si muoveva a meraviglia. Ora tutto è allo sfascio. Ai consiglieri garantiscono un palco alla Scala, che li fa sentire importanti, e la discussione si riduce al minimo. Si vota sempre all'unanimità e la crisi della scala è sotto gli occhi di tutti. Il trionfo degli incopetenti. Recentemente il sindaco di Milano e come tale anche presidente del Teatro, Letizia Moratti, ha dichiarato in maniera superficiale che "la Scala è la casa della cultura. Il teatro più importante del mondo e dobbbiamo essere solo orgogliosi". Ecco, povera Letizia, non ha capito niente.
Ora mi auguro soltano un miracolo e che i partiti capiscano la situazione drammatica della Scala e sostituiscano gli attuali consiglieri d'amministrazione incompetenti con persone capaci, competenti e oneste.
Giuseppe Zecchillo - Segretario SNAAL e già consigliere d'amministrazione del Teatro alla Scala


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