SI PARLA TANTO DI EPURAZIONI

02/mag/2007 20.30.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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SI PARLA TANTO DI "EPURAZIONI" IN RAI-TV (VED. BIAGI, SANTORO, LUTTAZZI) MA DI QUELLA DI ZECCHILLO NON PARLA MAI NESSUNO

Ha fatto notizia, in questi giorni, il rientro alla RAI-TV di Enzo Biagi, come si festeggiò il rientro di Michele Santoro, entrambi giornalisti "epurati" da Berlusconi, deciso ad eliminare le voci di aperto dissenso durante il suo governo. La storia si ripete, ma il pubblico ha la memoria labile. E' doveroso quindi ricordare che Giuseppe Zecchillo, nei panni di sindacalista, subì la stessa sorte di Biagi, Santoro e Luttazzi.
Dal lontano 1956, quando debuttò alla Scala con successo, Zecchillo ha cantato per circa 20 anni nei teatri più importanti del mondo in ruoli protagonistici. Come personaggio della lirica veniva invitato spesso alla RAI-TV in programmi di musica, o per interviste a carattere culturale. Ma, appena Zecchillo si sentì attratto dall'impegno sociale, fondò e diresse un sindacato autonomo di artisti lirici e iniziò le sue critiche al mondo dello spettacolo e alla gestione degli enti lirici, dando fastidio al potere politico, da quel momento sia la radio che la TV si guardarono bene dall'invitarlo e come artista e come sindacalista. Nessun direttore di programma osò sfidare le ire dei potenti portando a conoscenza del pubblico quanto Zecchillo dichiarava a proposito degli sprechi inauditi di certi spettacoli, della lottizzazione partitica delle cariche dirigenziali, dell'incompetenza di tali dirigenti che amministravano allegramente, indebitando i teatri per miliardi. Non avendo al!
cuna intenzione di moralizzare questa situazione rovinosa, si preferì mettere da parte - chiudere la bocca - a colui che la denunciava. A differenza, però, di quanto avvenuto con Biagi, Santoro e Luttazzi, nessuno gridò allo scandalo, nessuno pronunciò una parola in favore di Zecchillo, né da destra né da sinistra. Perché? Probabilmente perché il baritono-sindacalista, volendo conservare la propria autonomia e indipendenza, non si è mai schierato con nessun partito. Se si fosse intrufolato nell'ambiente politico, forse oggi Zecchillo sarebbe senatore, come Franca Rame. Ma Zecchillo ha scelto di rimanere fedele alle proprie idee, non si è svenduto, e di questo va giustamente orgoglioso; fiducioso che il tempo - la Storia - gli daranno ragione.

Giuseppe Zecchillo - segretario SNAAL e già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

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