La_Scala:_Un'idra_a_più_teste._Di_Minchia.

29/ott/2003 09.47.33 Ernani Contatta l'autore

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La Scala: un'idra a più teste

La nomina di Mauro Meli provoca una situazione inedita e unica al mondo

Ercole uccide l'Idra del Pollaiolo
 


Diciamo la verità. C’è forse un teatro nel mondo che abbia mai suscitato gli stessi appetiti della Scala di Milano? Si comincia con una pericolosa e contrastata necessità di ristrutturazione. L’affare è serio sia per l’entità dell’intervento, sia perchè l’oggetto non è più solo un edificio costruito per ospitare spettacoli lirici, ma è da un lato un monumento storico ricco di memorie al limite del feticismo (la polvere del palcoscenico calpestata dai grandi interpreti del passato, l’acustica ‘perfetta’ e altri miti presenti più nell’immaginario collettivo che nella realtà), dall’altro è centro di potere e passerella per vip della politica e dell’industria.
Chi siede nel cda della Scala? Non sono forse gli stessi che vantano non pochi interessi nell’affare Arcimboldi? Mai sentito parlare di un certo signor Tronchetti Provera, vale a dire il maggior azionista del gruppo Pirelli-Bicocca /Telecom? E al suo fianco non c’è per caso un altro signore fortemente interessato alle vicende Mediaset-Fininvest?
Sottratta al controllo pubblico, la Scala, ora Fondazione, diventa un affare privato, dove però il maggior sostegno economico finanziario è ancora quello pubblico.
La situazione attuale nella gestione del Teatro è quanto mai bizzarra e frutto di vari tentativi di evitare la crisi.
Si inizia con un insolito e, a dir poco, curiosa duplicazione della figura del direttore artistico. L’ostacolo di una nuova nomina è superato con un giochino delle tre carte: si nomina un ‘consulente’ nella persona di Sergio Sablich e un ‘coordinatore’ in quella di Fortunato Ortombina.
Ma non basta. Fontana viene minacciato di licenziamento, di fatto è licenziato e solo il pericolo di dover pagare una fortissima penale frena le decisioni ormai prese.
Si finisce per il solito pasticcio all’italiana. Se la direzione artistica è composta da due rispettabili e competenti signori come Sablich o Ortombina, perché non trovare una soluzione analoga anche per il sovrintendente. Ecco che allora, fino alla naturale scadenza del contratto, Fontana resterà in carica come sovrintendente, ma a lui si affiancherà Mauro Meli con le funzioni di ‘direttore artistico’, carica che comunque resterà vacante, anche se i compiti di Meli saranno quelli di firmare i contratti, predisporre la programmazione e tutto quanto concerne la produzione e gli allestimenti.
In pratica si è creato un’idra a molte teste, che quando non hanno avversari esterni litigano tra loro.

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