Fw: FORUM MUSICA DI CARPI

importantissimi su Giuseppe Savani da Carpi, e ancora la scuola media a

17/nov/2003 20.28.41 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Sent: Monday, November 17, 2003 6:28 PM
Subject: Fw: FORUM MUSICA DI CARPI

 

comunicato stampa
da ISEA ARTS
02.5275885 - 348.2735099
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Al Forum Carpi per la Musica
 
IL DISAGIO DELLE NUOVE GENERAZIONI
LA PREOCCUPAZIONE DEGLI " ANZIANI "
 
Brunetto Salvarani, assessore alle Politiche Culturali del Comune di Carpi ha promosso il primo Forum "CARPI PER LA MUSICA" realizzato in collaborazione con Mario Bizzoccoli responsabile del Centro Studi Musicali, con la presidenza di Liliana Forti direttrice dell'Istituto Musicale Tonelli di Carpi e del Conservatorio Orazio Vecchi di Modena.
Il musicologo Daniele Rubboli sedeva al tavolo della presidenza per trarre le conclusioni dei lavori che hanno rivelato due situazioni di grande disagio.
La prima è quella delle nuove generazioni che fanno musica sia con band pop, rock,rap, sia di piccole formazioni strumentali per quella musica cosidetta classica di ieri o di oggi.
Per tutti le pastoie da abbattere sono le normative di una burocrazia che, negli ultimi tempi, pare impazzita e che va strangolando ogni possibilità di lavoro.
In modo particolare la severità della legga che pretende per chiunque si esibisca, in qualsiasi luogo e per qualsiasi motivazione, dell'agibilità ottenuta con l'iscrizione all'Ufficio di Collocamento, oltre alla posizione Enpals (la mutua degli artisti), viene a penalizzare i semi-professionisti.
Se è giusto contenere un dilettantismo che troppo spesso, senza qualità, sottrae occasione di lavoro ai professionisti (attori, cantanti, strumentisti), non è possibile tagliare le gambe a quei giovani i quali, in attesa di confrontarsi con il pubblico, mentre svolgono con tenacia la loro gavetta, per capire se potranno entrare stabilmente nel mercato musicale e viverlo professionalmente, fanno fronte alle esigenze del quotidiano con altri impieghi lavorativi.
Le spese stellari da sostenere per avere un commercialista che li assista (il che significa pagare chi gli dica che cosa devono pagare per le tasse), gli inutili accumuli di contributi che, se non si fanno almeno 75 concerti all'anno, finiscono nel calderone comune e sono sttratti al singolo, stanno loro imponendo una scelta: o lasciar perdere la vocazione musicale, o andarla a realizzare all'estero dove una burocrazia meno imbecille non toglie ossigeno ai giovani di buona volontà e di sicuro talento.
Non è difficile capire che solo le orchestre da ballo possono garantirsi 75 e più <serate> all'anno, mentre i gruppi giovanili è già molto se si esibiscono una volta la settimana.
Da qui l'indicazione del Forum di Carpi, sollecitata da Rubboli, di indire un convegno di studi con la presenza di legali, ai quali affidare una proposta di revisione dell'attuale normativa e portarla, per via politica, in Parlamento.
Rubboli a questo proposito ha ricordato quando un gruppo di giovani legali fecero e ottennero negli Anni Sessanta e Settanta, proprio da Modena, per aggiustare la normativa dello spettacolo e il ruolo delle agenzie teatrali in particolare.
Di fronte alle esigenze giovanili, in questa Carpi ricchissima di iniziative musicali dal Lirica Club intitolato a Pavarotti a ben 12 Società Corali, più tante scuole di danza, la Banda Cittadina, l'Istituto Musicale, il "Mac'è", l'Arci con la Scuola di Musica Popolare Cabassi, la Fonoteca diretta dall'ottimo Giampaolo Violi, l'archivio musicale della Diocesi diretto da Andrea Beltrami che ha realizzato studi importantissimi su Giuseppe Savani da Carpi, e ancora la scuola media a indirizzo musicale e tante band, emergono anche le perplessità di chi, non più giovanissimo, vorrebbe una maggior programmazione di musica cosidetta colta o classica.
Daniele Rubboli, dopo aver corretto alcuni degli intervenuti, negando che vi sia differenza tra la musica di Cocciante e di Beethoven, perchè entrambe appartengono alla cultura dell'umanità e, anche esprimendosi a diversi livelli, hanno lo stesso diritto al rispetto di tutti perchè ogni opera d'arte è tale - ha detto Rubboli chiamando a suo sostegno Proust e Pasolini - in quanto ha saputo appartenere all'uomo e, nel momento in cui l'uomo se ne è appropriato e ne ha fatto un momento proprio, legandovi le sue emozioni, le sue lacrime e i suoi sorrisi,  quell'opera e, nel caso specifico quella musica, viene a far parte della nostra cultura.
Al di là di queste provocazioni che alcuni hanno applaudito, altri accolte con disagio, Rubboli ha fatto osservare che i mass media con propongono che musica commerciale.
Da qui nasce tutta una serie di necessità che solo il volontariato - già così ben attivo per riparare ai danni delle carenze nella orginizzazione sanitaria italiana - può risolvere.
Ben venga la proposta di Mario Bizzoccoli di stampare un <Chi è> con tutti le realtà musicali di Carpi e <imporlo> ai presidi e alle direzioni didattiche affinchè gli insegnanti invitino a scuola i diversi esponenti delle realtà musicali per dimostrazioni dal vivo dell'altra-musica ai ragazzi.
I giovani devono infatti avere - ha detto Rubboli - la libertà di scelta, e non devono essere irregimentati come un gregge, dai suggerimenti delle radio e delle tv.
Se ai giovani non facciamo ascoltare dal vivo un coro, un concerto strumentale, una voce lirica che si espande senza microfono, non possono immaginare la loro esistenza, non sono in grado di pensarla e quindi, eventualmente di sceglierla.
Quanto poi all'associazionismo, questo pure deve mettersi in testa che quello che gli serve è la comunicazione.
E poichè non basta la locandina appena in vetrina dal barbiere, occorre che ogni associazione promuova un volontariato interno che si faccia portatore dei diversi messaggi, degli inviti, delle sollecitazioni affinchè il pubblico, che non si accorge di quanto gli viene offerto e delle scelte che può fare, sia messo in condizione di andare a teatro e nelle sale da concerto ad ascoltare quella musica che, pur facendo parte della cultura internazionale, viene sistematicamente cassata dalle esigenze della più gretta commercializzazione dei mass media.
Mass media che Daniele Rubboli, questa volta mettendo tutti d'accordo, ha chiesto che vengano tenuti spenti e accesi solo per l'aggiornamento di un notiziario, o la visione di un singolo programma perchè la Tv non è altro che un elettrodomestico e deve essere usato come una lavatrice o una lavastoviglie.
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