Zecchillo dichiara guerra ai falsari

La Legge 22/4/1941, n. 633 conferisce agli eredi di un artista il diritto di "rivendicare la paternità delle sue opere" (artt.

17/ago/2007 15.49.00 Baritono Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 11/08/2005 13.08

ZECCHILLO DICHIARA GUERRA AI FALSARI

Modificare alcuni articoli della Legge 633/41 che, per la loro superficialità e incongruità, danno agli eredi di un artista la possibilità di produrre e autenticare opere false.

La Legge 22/4/1941, n. 633 conferisce agli eredi di un artista il diritto di "rivendicare la paternità delle sue opere" (artt. 20 e 23). In caso di opere pittoriche si tratta del diritto di autenticare. La Legge 633/41 vige anche nel caso in cui detti eredi, per i motivi più vari, non siano competenti del "modus operandi" del congiunto/artista e non siano quindi in grado di garantire la veridicità delle sue opere. Questa Legge finora ha provocato danni ai collezionisti che acquistano in buonafede - nonché all'arte e alla cultura - poiché molto spesso gli eredi, o per incompetenza, o per avidità di guadagno, hanno finito per autenticare un gran numero di falsi, o per respingere opere assolutamente certe, che però non erano di loro proprietà.
La questione è stata più volte dibattuta sulla stampa e recentemente anche su Internet, evidenziando numerosi episodi di reato. I Tribunali Civili e Penali sono pieni di contenziosi in proposito, ma - stante la Legge - molto spesso si confortano del diritto degli eredi e danno loro ragione.
Per esemplificare, cito l'episodio di alcuni eredi, i quali erano in disaccordo con il loro congiunto/artista, anzi lo emarginarono finché visse; poi, divenuto l'artista famoso dopo la sua morte, questi eredi presero a dimostrargli un amore incolmabile, tanto che le sue opere si decuplicarono, o centuplicarono con lo stesso "affetto", arricchendoli in modo smisurato.
Da qui la nostra istanza a modificare in senso restrittivo il potere degli eredi di un artista, a partire dal momento in cui questi diventa rinomato e altamente valutato nel mercato dell'arte. Fatta eccezione nel caso in cui l'artista stesso abbia lasciato precise disposizioni testamentarie in favore dei suoi eredi.
In tutti gli altri casi, la migliore soluzione -a nostro avviso - sarebbe che il Ministero del Beni Culturali intervenisse per legge e nominasse una commissione di esperti - composta in egual numero da storici e critici dell'arte e da docenti universitari specializzati in analisi dei materiali per mezzo di tecnologie avanzate - con il compito di riconoscere le opere autentiche e documentarle in tal senso.
Solo così verrebbe a cessare lo scandaloso mercato dei falsi, su cui molti si arricchiscono illecitamente a danno dei collezionisti onesti, i quali vengono colpiti non solo sul piano economico, ma anche su quello della credibilità e rispettabilità.
Mi auguro che la Commissione Cultura del Senato voglia prendere in attenta considerazione l'istanza dei collezionsti (dei quali faccio parte) e voglia procedere adeguatamente sul piano legislativo. Sarà una battaglia lunga, ma l'importante è cominciare a sollevare il problema, che è concreto e grave.

Giuseppe Zecchillo
artistilirici@email.it


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