PIERO MANZONI HA PRODOTTO PIU' DA MORTO CHE DA VIVO
GLI EREDI DI PIERO MANZONI TUTELANO ABBASTANZA LE OPERE DELL'ARTISTA?
Il nostro recente articolo dal titolo "L'inaudito caso di un catalogo...", che abbiamo inserito in Internet, ha ricevuto l'attenzione di studiosi e collezionisti e anche, a quanto pare, di aste e gallerie, poiché sono fioccate a decine e decine e-mail, sia dall'Italia che dall'estero; alcune con toni indignati, altre con toni decisamente preoccupati. In sintesi, il concetto che si desume da questi messaggi è il seguente: "Perché gli eredi di Piero Manzoni hanno autorizzato, nel catalogo di Celant del 1975, l'inserimento di 42 "quadri fantasma", che potrebbero aver favorito la produzione di falsi?"
Specifichiamo, per chi non avesse letto il nostro articolo, che per "quadri fantasma" si intendono 42 opere di cui è pubblicata la tipologia, le dimensioni, il proprietario (spesso gli stessi eredi dell'artista) ma non è pubblicata la fotografia. Tale lacuna, trattandosi di quadri molto diversi - cotone a rettangoli, polistirolo al cloruro di cobalto, tele grinzate, feltro cucito, cotone a batuffoli, lana di vetro ecc. - potrebbe aver favorito la riproduzione di ciascun esemplare decine di volte, senza possibilità di controllo, a tutto vantaggio di qualche malintenzionato e, purtroppo della diffusione dei falsi. Ovviamente si tratta di un'ipotesi, ma - vista la moltiplicazione delle opere di Piero Manzoni dal '75 - il sospetto è plausibile.
Tuttavia non abbiamo una risposta per i nostri interlocutori telematici: non sappiamo perché gli eredi Manzoni - così rigorosi con certe persone che hanno quadri autentici - abbiano sorvolato, fin dal 1975, su reali pericoli di falsificazioni. L'unica risposta probabile è che, nel 1975, gli eredi Manzoni non avessero dimestichezza con i cataloghi d'arte e non furono in grado di avvertire Celant del pericolo.
Ma questa motivazione pone un altro quesito: cosa ne è stato per lunghi anni, del diritto-dovere degli eredi Manzoni di tutelare l'opera del loro congiunto? Sì, perché dopo aver avallato - per pura incompetenza - le gravi manchevolezze di un catalogo, gli eredi Manzoni, quando si trattò di fare una ristampa del catalogo medesimo (e siamo negli anni '90) non pretesero le opportune modifiche, ma lasciarono le cose come stavano. Forse era ormai troppo tardi. Occorreva molto coraggio e una totale buonafede per aprire una scomoda questione. Non ci meravigliamo dunque se circolano, in Italia e all'estero, migliaia di falsi manzoni, regolarmente accreditati. I responsabili di questo "affare" sono gli eredi Manzoni, o il Celant? A questo punto, però, ha ragione chi si indigna e si preoccupa: gli eredi tutelano veramente l'opera di Piero Manzoni? o tutelano qualcos'altro? Se per la prima volta possiamo chiamare a scusante l'ignoranza, la ristampa non ha scusanti: si è rivelata una v!
era e propria operazione commerciale.
Giuseppe Zecchillo Presidente dell'Associazione collezionisti di arte contemporanea