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Celant si rende conto del danno che ha fatto ai collezionisti?

23/08/2007 17:49 Baritono Giuseppe Zecchillo

UN'ALTRA DELLE TANTE MAGAGNE
CELANT SI RENDE CONTO DEL DANNO CHE HA FATTO AI COLLEZIONISTI?

Come si sa, nel 1975 uscì il primo "Catalogo Generale" di Piero Manzoni, curato da Germano Celant. A pag,81 di detto volume si legge un trafiletto, che inizia così: "Il catalogo, che comprende il maggior numero possibile di opere dell'artista..." - Il curatore quindi sapeva benissimo che la sua opera non era esaustiva, ma incompleta e da completare. Alla luce di questo fatto, il titolo "Catalogo Generale" lasciò molto perplessi. Era pura vanteria di un autore? Un semplice catalogo aggiornabile non dà la stessa auotorevolezza di un catalogo generale, sia nel campo degli studi che in quello del mercato dell'arte. Oppure era una trovata commerciale? Vendere il libro a livello internazionale, dato che il mercato attendeva una catalogazione delle opere di Piero Manzoni, poteva essere un affare lucrativo, oltre che prestigioso. O forse si trattava di un altro genere di speculazione?
Ben presto tutti i collezionisti che, per i motivi più vari, erano rimasti fuori dal libro del Celant, si accorsero che quel titolo un po' megalomane era deleterio per loro. Considerato un'opera completa a tutti gli effetti, il "Catalogo Generale " di Celant divenne l'unico punto di riferimento del mercato, che si ripiegò su di esso, chiudendosi all'esterno. In pratica, tutti i quadri che Celant non aveva menzionato, anche per motivi indipendenti dalla sua volontà, furono ritenuti falsi tout-court. Il trafiletto, in cui Celant dichiarava di aver raccolto "il maggior numero possibile di opere" fu ignorato dal mercato per sua propria comodità: 800 e più quadri catalogati da Celant potevano bastare a soddisfare le richieste...e tenere alti i prezzi. Altro non interessava. I proprietari di opere autentiche, talvolta acquistate presso lo stesso artista, si trovarono così tagliati fuori, con un pugno di mosche in mano e, per giunta, guardati come millantatori, o peggio, quando di!
cevano di avere dei quadri autentici di Piero Manzoni. Il vero millantatore invece era il catalogo impropriamente detto "generale". Il danno, che ha fatto Celant ai collezionisti onesti con la scelta del titolo del suo libro, è enorme.
Dal 1975 fino al 2004, quando è uscito il secondo Catalogo Generale di Celant (anch'esso incompleto) vale a dire per quasi 30 anni, opere autentiche di Piero Manzoni hanno subito l'ostracismo. Per questo motivo alcune di esse sono finite nei solai e nelle cantine come roba inutile, là si sono deteriorate e sono state buttate via, altre sono state distrutte dall'umidità e dall'incuria. Così anche l'arte di Piero Manzoni ha subìto un danno imperdonabile. La cosa più grave è che gli eredi dell'artista hanno avallato e autorizzato "in toto" il catalogo del '75. Il fatto che fosse ritenuto "generale" faceva comodo anche a loro. Escludendo decine e decine di quadri autentici, i prezzi sono saliti alle stelle, e gli eredi Manzoni, detenendo il maggior numero di opere, sono diventati miliardari. Ringraziando Celant, naturalmente.

Giuseppe Zecchillo - Presidente dell'Associazione collezionisti di arte contemporanea

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