PIERO MANZONI UNO E DUE
Qualcuno noterà il titolo "pirandelliano" di questo articolo, ma la vicenda che vado a descrivere ha molto in comune con varie opere di Pirandello. Quando Piero Manzoni era vivo e attivo, forse non immaginava che, dopo morto, si sarebbe sdoppiato in un'altra persona. Infatti oggi ci sono due Piero Manzoni. Uno è quello che è rimasto nel ricordo di coloro che l'hanno conosciuto e frequentato: allegramente arguto e ironico, trasgressivo, bohèmien, amante del vino e della compagnia, squattrinato, girovago, sempre in cerca di nuovi stimoli, ma con le idee chiare e la capacità di esprimerle. Gli piaceva essere fotografato, specialmente con le sue opere; secondo un suo punto di vista filosofico, considerava la fotografia non come lo specchio, ma come un documento palpabile dell'esistere. Il suo "esistere" era motivato dalla strada che aveva intrapreso nell'arte, cosa per cui era in contrasto con la famiglia, che non approvava le sue scelte. Eppure Piero Manzoni non dava importanza!
né a se stesso, né alla cose che faceva. Le sue opere, una volta realizzate, non gli interessavano più; le idee nuove, ancora da realizzare, invece lo coinvolgevano molto. Era sempre proiettato in avanti, anche se molti allora non lo capivano. Come si sa, qualche anno dopo la sua morte, in modo forse fortuito, forse pilotato, il suo nome divenne sempre più famoso e le sue opere richiestissime. Da allora fu introdotto sulla scena il Piero Manzoni numero due, e fu presentato dai suoi familiari come l'autentico, l'unico, il vero. Il secondo Piero Manzoni non ha niente, o ben poco a spartire con il primo. E' un giovane morigerato, che beve volentieri un bicchiere di vino, ma ai pasti; non è affatto un bohèmien squattrinato, ma un solido borghese che vive in famiglia con tutti gli agi. Le sue trasgressioni, per carità, quali? le sue opere si ispiravano ai giochi infantili che faceva con i fratelli, per la scelta dei materiali consultava la sorella minore; non spendeva il tempo !
libero nei bar e nelle osterie, ma accompagnando le sorelle alle serat
e musicali e ai balli in casa di amici di famiglia. Il gruppo di artisti con i quali si accompagnava non è mai esistito, Piero non aveva amici, anzi non frequentava nessuno, stava sempre a casa a lavorare e produceva a tutto spiano. Naturalmente non sono mai esistiti i contrasti con i familiari, che invece - a sentir loro - lo coccolavano come la perla della casa, avendo intuìto subito che lui era un genio.
Ma di chi, di che cosa stiamo parlando? Io, francamente non lo so, perché questo Piero Manzoni non l'ho mai visto né incontrato: ho conosciuto il primo, che ora è stato revisionato, anzi riprodotto in maniera snobistica e... non disinteressata. Sentiamo cosa dice di Piero Manzoni una persona addentro al mondo dell'arte: Giancarlo Politi, che ha conosciuto l'artista e che da molti anni dirige la rivista specializzata Flash Art, una delle piu importanti del mondo. Scrive Giancarlo Politi (Flash Art - agosto/settembre 2007): "Se non ci fosse stata qualche mano santa, più di una direi, che abilmente si è immedesimata in Piero Manzoni compiendo il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, oggi l'artista, con le sue pochissime opere realmente prodotte (e molte distrutte o disperse) sarebbe ricordato come un oscuro alcolista e buontempone di via Brera...Allora evviva gli archivi e gli archivisti che si sono arricchiti avallando questi miracoli..."
Piero Manzoni meritava sicuramente la fama, non fosse altro per il coraggio delle sue idee, che perseguì fino all'autodistruzione. Ma il problema dello sdoppiamento resta.
Se Elena Manzoni, presidente dell'Archivio/eredi Manzoni e sorella dell'artista, se Germano Celant, il più seguito catalogatore dell'artista, non hanno mai denunciato il direttore di Flash Art per ciò che ha scritto in varie occasioni, oggi come anni addietro, vuol dire che quando Politi afferma che Piero Manzoni ha corso il rischio di essere ricordato semplicemente come " un buontempone alcolista" (e non come un serioso e un po' timido giovanotto della buona società) perché ha prodotto pochissimo, ma che una o più "mani sante" hanno provveduto a moltiplicare e avallare le sue opere, arricchendosi, vuol dire che Giancarlo Politi parla da persona competente e documentata, mentalmente onesta, e pertanto difficilmente confutabile.
Giuseppe Zecchillo - Presidente dell'Associazione collezionisti di arte contemporanea