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FORLI' PER BENIAMINO GIGLI

28/10/2007 13:49 Daniele Rubboli

 
da Ufficio Stampa Isea Arts
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All'Auditorium di Cariromagna di Forli'
TRIONFA IL TENORE ENNIO BELLANI
AL CONCERTO PER BENIAMINO GIGLI
 
Un'autentica festa della musica quella di sabato sera all'Auditorium del Cra di Cariromagna, a Forlì, dove l'associazione "Forlì per Giuseppe Verdi" ha organizzato le celebrazioni per i 50 anni dalla morte del mitico tenore Beniamino Gigli.
Lo spettacolo, ideato e presentato con grande effervescenza dal musicologo Daniele Rubboli, direttore del Laboratorio Lirico Europeo e storico della vocalità, ha avuto momenti di entusiasmo da stadio per l'esibizione del tenore pavese ENNIO BELLANI  che aveva il compito di recuperare l'affascinante repertorio di canzoni scritte su misura per Gigli dai piu' diversi autori della prima metà del '900.
Con lui Rubboli aveva invitato anche il tenore modenese Massimiliano Barbolini che si è esibito in spericolate acrobazie belcantiste del periodo romantico di Bellini e Donizetti, meritando lui pure ovazioni assieme al terzo tenore invitato da Rubboli, il bolognese Davide Paltretti, un giovane ex baritono che vive a Monghidoro, che ha intonato grandi pagine di Verdi e Puccini in ricordo del repertorio di Beniamino Gigli.
Ennio Bellani ha avuto un momento di particolare trionfo intonando "Mamma" ed invitando tutto il pubblico che gremiva lo splendido ed immenso auditorium a cantare con lui.
Miglior successo non poteva avere questa manifestazione che ha celebrato il magnifico artista marchigiano che vide seppe sedersi sul trono del re dei tenori. Quel trono - come ha ricordato Rubboli - che era stato solo di Enrico Caruso e che poi sarà per alcuni decenni, anche di Luciano Pavarotti.
La figura di Beniamino Gigli, uomo e artista, è stata dipinta tra parole e canti in un grande affresco anche con l'aiuto della poesia di Giovanni Pascoli e con citazioni di uomini illustri e sconosciuti della Romagna che si trovarono sui sentieri del grande tenore soprattutto nei primi anni di carriera.
Un momento di particolare entusaismo è stato creato dal pianista italo-argentino Luis Baragiola che, sollecitato da Rubboli a dar testimonianza di quali musiche, fuori dal teatro, poteva aver ascoltato Gigli nelle sue numerose presenze al Colòn di Buenos Aires, ha improvvisato uno strepitoso tango argentino scatenando inistenti richieste di bis che non ha concesso, a differenza dei tre tenori che hanno dovuto far fronte alla bella violenza del pubblico che li ha costretti a due ore e venti minuti di musica ininterrotta.
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