Traviata: Ognuno dice la sua.

20/dic/2003 21.09.35 Ernani Contatta l'autore

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Preludio vocale" del sindaco Celani. Si salva il coro diretto da Sciutto.
Il richiamo che in qualsiasi teatro occidentale può fare la vicenda della sfortunata Violetta è garanzia di folta presenza di melomani o comunque appassionati di lirica. E al Ventidio le cose non sono andate diversamente. Dovendo dare un giudizio assai sintetico diremmo che la recita ha ottenuto una sufficienza. Le scene erano di Pugliese e quindi di buona "stagionatura". Ma veniamo subito agli interpreti. Soprattutto Giorgio Germont, il baritono impersonato da Marco Di Felice indubbiamente dotato di ottime vocalità, pienezza della scena e certamente non nuovo al ruolo. Ha ottenuto un lungo e meritato applauso. Segue il soprano, la giovane Rena Granieri, una Violetta piena di buona volontà con un'apprezzata gamma vocale ma forse ancora da crescere, le doti le avrebbe. Il tenore Alfredo, interpretato da Warren Mok, uno dei tanti esempi di buon canto e di buona scuola degli orientali che si formano in Italia. Tutti gli altri artigianali ma sufficienti. Dell'orchestra Internazionale d'Italia diretta dal Maestro Dejan Savic, non c'è molto da dire; sempre a causa dello scarso golfo mistico i suoni escono spesso strillati e l'opera verdiana avrebbe bisogno di più pacate romanticherie. Diciamo certamente bene del coro diretto da Josè Maria Sciutto, una realtà locale che sempre più si innalza alla migliore professionalità. Pulita la regia di Tonino Simonetti. La recita ha avuto un rispettoso preludio da parte del sindaco Celani. All'intervallo buffet nel foyer.
ps. si evince la recensione autoctona e non competente
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