L'ACUTO & LA STECCA

01/gen/2004 15.57.09 Ernani Contatta l'autore

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Al Teatro delle Muse di Ancona sinceri applausi hanno salutato la
rappresentazione di "Il re pastore", opera poco conosciuta di un
Mozart diciannovenne, autore di una musica astratta, pervasa di
metafisica, ancora molto lontana dallo scorrere convulso della
vita frenetica di Figaro e compagnia.
Ebbene, e' proprio la limpida metafisica e la trasparenza delle
note ad essere state valorizzate dal direttore Corrado Rovaris,
a capo di una Filarmonica Marchigiana che dimostra di saper
raggiungere ottimi risultati. Piuttosto bene anche gli interpreti:
Raffaela Milanesi (re pastore) ha una voce limpida con tecnica talvolta incerta,
stessa cosa per la sorella gemella Giorgia. Stefano Ferrari (Alessandro
Magno) esce nel complesso a testa alta dal confronto con un ruolo arduo,
mentre Cinzia Forte si dimostra musicale e tenace come sempre. Convincente
anche Bruno Lazzaretti nel ruolo minore di Agenore.
Considerata la quasi totale assenza dell'azione teatrale risultava
particolarmente difficile l'operato del regista. Daniele Abbado,
sull'impianto scenico sapientemente astratto di Silvano Cova, ha
scelto di non rischiare: ha organizzato uscite ed entrate tra
qualche movimento altrettanto astratto.
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