TRIONFO DEL m° vITO lOMBARDI DI pIACENZA


 
Al Teatro Cenacolo di Lecco
IL M° VITO LOMBARDI ESALTA
IL "NUOVO" GIACOMO PUCCINI
Trionfale prova del direttore d'orchestra che ha meritato ovazioni dirigendo "Suor Angelica"
e "Gianni Schicchi" con la regia di Daniele Rubboli e un cast di giovani talenti -
Il direttore d'orchestra Vito Lombardi, pugliese d'origine, ma piacentino d'adozione, ha esaltato con la sua intelligente e appassionata direzione d'orchestra, la splendida edizione del dittico "Suor Angelica" e "Gianni Schicchi", che sabato 2 febbraio ha celebrato i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini al Teatro Cenacolo di Lecco.
Con lui un altro emiliano DOC, il musicologo e regista modenese Daniele Rubboli direttore artistico della stagione di Lecco, che ha firmato la regia degli spettacoli inserendo in entrambi particolari di grande suggestione emotiva, grazie anche alla magie delle luci che sa realizzare.
A parte una guest star come il baritono cremonese Orazio Mori, che ha dato a Gianni Schicchi tutta la sua autorità artistica, i due cast erano formati da giovani talenti del Laboratorio Lirico Europeo di Milano diretto da Daniele Rubboli.
Esaltante la prova del soprano bresciano Anna Maria Caruso, una Suor Angelica di grande compostezza che sa esplodere improvvisamente sotto lo scatenarsi del dolore materno; e la statuaria Biljana Kovac, una Zia Principessa rara, di grande intensità espressiva.
Tiziana Scaciga Della SIlva è stata un'autorevole Suor Zelatrice e una deliziosa, preziosa Lauretta, meritando applausi a scena aperta come il Rinuccio dell'ottimo tenore milanese Andrea Bragiotto.
Bravissimi attori, come pretende Rubboli dai suoi artisti, Giovanni Maini, Giampaolo Vessella, Davide Rocca, Luca Gallo, Diego Bellini, Paolo Saccaggi, Antonio peloso, Annunziata Menna,Caterina Iora, Barbara Fasol ed anche le debuttanti Annalisa Stroppa, Camilla Antonini, Valeria Falini.
Di grande spessore anche l'Orchestra Sinfonica di Lecco che, sotto l'esperta guida di Vito Lombardi, ha messo a punto una lettura agile e partecipe dei due titoli che, assieme a "Il Tabarro" segnano una svolta decisiva nell'orchestrazione di Giacomo Puccini che sa rinnovarsi e proporre, proprio con "Il Trittico", un nuovo modo per pensare al melodramma.
Preziosi i costui della Casa d'Arte Angaroni e Ciapessoni di Gerenzano e splendide le scene del Teatro Cenacolo realizzate da Angelo Cesana e Giuseppe Fumagalli.
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