L_opera_più_popolare_alla_Scala_è_il_riposo.

con la differenza che il teatro non ha un soldo di incassi.

03/gen/2004 17.32.23 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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La Scala "a riposo"

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Da: Zecchillo

Il titolo che appare più spesso nel cartellone della Scala è "Riposo". Non sembra, ma è un'opera costosissima.
 
Leggendo i giornali alla pagina dello spettacolo,avrete notato che, alla Scala, una sera sì e una sera no, è in programma l'opera dal titolo "Riposo". In nessun teatro del modo - dal Metropolitan al Covent Garden allo Staatsoper di Vienna - quest'opera viene eseguita così frequentemente
Il Sindaco Albertini e il Ministro Urbani inviano ogni anno alla Scala decine e decine di milioni dei soldi dei contribuenti... per tenerla spesso in "Riposo". Quest'opera è costosa come ogni altra,perché i dipendenti e le masse aristiche (coro, orchestra e corpo di ballo) vengono ugualmente retribuiti, con la differenza che il teatro non ha un soldo di incassi. Se qualcuno domandasse perché la Scala fa tanto "Riposo",si sentirebbe rispondere che il teatro è chiuso al pubblico perché ci sono le prove. I teatri stranieri non fanno le prove negli orari in cui ci dovrebbero essere gli settacol; le fanno al mattino o al pomeriggio e in spazi o ambienti diversi. Se i dirigent teatrali fossero responsabili e capaci, invece che imposti dai politici o dai potenti, quei registi e direttori d'orchestra megalomani, che volessero fare le prove in oraio di spettacoli, troverebbero un muro,un no reciso.
Perché il teatro è degli spettatori,dei cittadini che pagano le tasse,non dei megalomani che pretendono tutto il teatro a loro disposizione,con grave danno del bilancio, disaffezione del publico e diminuzione della cultura. Su questo tema ho intrapreso battaglie furibonde quando ero in Consiglio di ammnistrazione; battaglie note a tutti gli addetti ai lavori.
 Se,alla Scala, invece di programmare l'opera "Riposo", si metesse in atto il saggio buonsenso e il senso del dovere (perché la Scala ha una funzione pubblica) soldi in bilancio basterebbero e la gente andrebbe a teatro più spesso.
Se non si hanno idee per programmare e riempire le serate lasciate ingiustificatamente vuote,perché non cedere la sala a congressi,manifestazioni musicali o mondane,eventi culturali ecc? Tutti i sovrintendenti si lamentano perché i soldi non sono abbastanza. Con la progammazione dell'opera "Riposo" per circa 205 sere l'anno, è chiaro che i soldi non entrano in cassa e non saranno mai sufficienti. Il Ministro perciò dovrebbe  rispondere ai sovrintendenti che battono cassa:"Cari signori, siete lautamente remunerati, se non imparerete presto il vostro mestiere vi caccerò tutti  a calci nel culo".
 
Giuseppe Zecchillo - segretario nazionale SNAAL - già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala.
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