TRovatore a FO

TRovatore a FO Al Teatro Diego Fabbri di Forlì TROVATORE:TRASCINANTE AZUCENA CON UN CAST DI GIOVANI PROMESSE Anche Giuseppe Verdi sarebbe stato contento assistendo al "Trovatore" andato in scena sabato 24 maggio al Teatro Diego Fabbri di Forlì.

26/mag/2008 10.30.00 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Al Teatro Diego Fabbri di Forlì
TROVATORE:TRASCINANTE AZUCENA
CON UN CAST DI GIOVANI PROMESSE
Anche Giuseppe Verdi sarebbe stato contento assistendo al "Trovatore" andato in scena sabato 24 maggio al Teatro Diego Fabbri di Forlì.
Lui, che aveva pensato quest'opera con il titolo di "La Zingara", avrebbe ritrovato sublimata l'idea che lo ispirò per questo capolavoro.
Daniele Rubboli, musicologo e regista di origini romagnole, che a Milano dirige il Laboratorio Lirico Europeo, ha infatti messo in scena questa produzione, voluta dall'Associazione Forlì per Giuseppe Verdi di cui è presidente Giovanni Basini, facendo ruotare lo spettacolo attorno alla grande personalità scenica di Anna Maria Miccoli, mezzosoprano pugliese rivelatasi anni fa al Festival di Martina Franca.
La Miccoli è stata una Azucena di rara intensità psicologica, nella sua costante follia, altalenante tra l'amore materno e il desiderio di vendicare la madre giustiziata su un rogo.
La sua interpretazione, che ha illuminato lo spettacolo, ha trovato attorno a sè la grande autorità vocale e musicale del soprano napoletano Antonella Di Chiara, una Leonora elegante e appassionata, affiancata dal soprano milanese Barbara Fasol che, pur nel ruolo minore di Ines, ha saputo farsi apprezzare per l'intensità della recitazione e la puntualità musicale.
Raffinatissimo il canto a tutto tondo del baritono bergamasco Gabriele Nani, un Conte di Luna nobile come raramente oggi si ascolta, mentre l'imperiosa vocalità del basso milanese Andrea Mastroni, ha scolpito un Ferrando giovane ma autorevole.
Mastroni è attualmente impegnato nel "Barbiere di Siviglia" a Madrid come Don Basilio e dopo quelle recite sarà il 13 e 15 giugno Sparafucile al Festival Operistico di Cagli (PU).
Bene per impegno, vivacità scenica e impronta vocale il baritono Diego Bellini nel doppio ruolo di Ruiz e del messaggero.
Resta il sorprendente tenore coreano Bosco Kim Choong Sik, che ha bissato a furor di popolo "Di quella pira", regalando al pubblico una generosità di acuti che parevano dover appartenere solo ai miti del passato come Lauri Volpi e Corelli.
Molto ben preparato da Maria Luce Monari il Coro San Rocco di Bologna, e di grande efficacia l'orchestra Salotto '800 diretta con estrema chiarezza e sensibilità artistica dal modenese Stefano Seghedoni.
Bellissime e di grande effetto le scene provenienti dal Teatro Cenacolo di Lecco e i costumi della Casa D'Arte Angaroni e Ciapessoni di Gerenzano (Varese).
Un tocco di classe e di spettacolarità lo hanno dato, rispondendo alle esigenze di Rubboli, i ragazzi del Gruppo Sbandieratori di Terra del Sole la cui attiva partecipazione, nel corso di tutto lo spettacolo, ha impreziosito la messa in scena.
Di grande effetto le luci pensate dal regista che è riuscito a donare anche uno spettacolo di colori.
L'affluenza del pubblico ha superato ogni aspettativa tanto che per la prima volta si è dovuta aprire la galleria, immediatamente affollata da un pubblico che ha seguito con entusiasmo ogni momento della recita applaudendo continuamente a scena aperta.
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foto allegata
Il mezzosoprano Maria Miccoli (Azucena)
Inviato da Ass. Forlì per Giuseppe Verdi 0543.22423 / 21888
 
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