08/07/2008 21:10 Federazione Musicale Internazionale
L'arte nel suo mistero. Come chiosare altrimenti questa edizione del Toti dal Monte se non con le parole di Mario Cavaradossi ad inizio opera? Non ci sarà un barone Scarpia, non ci sarà un Angelotti, ma c'è una Tosca, la ventottenne uc rainaOlga Perrier. Il ruolo di Cavaradossi va a Cho Yong Kap, coreano di Seoul trentacinquenne ma soprattutto il trevigiano Mirko Quarello vince per Il Sagrestano. Una vittoria, quest'ultima ex-aequo con il venticinquenne kazako Sundet Baigozhin. Termina così, poco prima delle 23 e con una buona ora e mezza di discussione, il 38^ concorso internazionale per cantanti lirici "Toti dal Monte". E che la fase di valutazione sia stata incandescente lo dicono i risultati, proclamati tutti a maggioranza e con due ruoli vacanti. Le audizioni finali, chiuse dopo quattro ore alle 21 con un ottimo Gianni Cappelletto al pianoforte, avevano infatti rivelato un verdetto non scontato. Il tenore coreano Cho Yong Kap ha una gola di tungsteno, non ha certo quello che si può definire un physique du role e non canta con gusto impeccabile ma è di sicuro un Cavaradossi su cui fare pieno affidamento.
Compren sibilela sospensione sul ruolo di Scarpia; meno comprensibile quella su Angelotti perché il kazako Anderzhanov aveva ben figurato (a lui va comunque la borsa di studio di 1000 offerta da Lions Club di Treviso). Batte forte il cuore trevigiano per il poco più che trentenne Mirko Quarello: un artista serio, solido, musicale, che aveva già mancato di un soffio la vittoria nel 2005 e che quest'anno è stato giustamente ricompensato nel ruolo di caratterista del Sagrestano, pur se a pari merito. Le affascinanti sembianze di Floria Tosca, si diceva, hanno dunque un nome ed un volto, ed è quello di Olga Perrier. Il soprano ucraino è un elemento di grande interesse: bel timbro di soprano lirico spinto, sempre dentro il ruolo e nel tessuto musicale, ha però più di una carenza sotto il profilo tecnico. E non si fa riferimento soltanto alle dubbie sorti con cui ha cantato l'aria centrale dell'opera, "Vissi d'arte" ;. Nonè solo un problema di acuti: questa giovane cantante interpreta il ruolo da circa quattro anni, ma la tessitura, soprattutto nel secondo e nel terzo atto, le dà più di un pensiero. Avventurosa in molti punti, la sua prestazione ha lasciato qualche dubbio, anche se l'appeal dell'artista è, anche vocalmente, innegabile. Ne riparleremo ad ottobre, quando le recite dell'opera potranno fugare eventuali incertezze. Gli altri premi: borsa di studio in memoria di Renzo Bruzzolo alla semifinalista Maria Letizia Grosselli, e tre borse di studio finalizzate alla frequenza dei corsi di perfezionamento vocale a Ca' Zenobio all'armena Lilit Soghomonyan, al tenore coreano Kang Chang Ryun (da tenere vivamente d'occhio) ed a Desaret Lika, semifinalista per il ruolo di Angelotti. Le recite dell'opera si terranno a Jesi e Treviso nei mesi di ottobre e novembre 2008. La produzione sarà poi portata al Teatro Verdi di Pordenone.
Elena Filini
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