Albertini e i suoi due sovrintendenti alla Scala

08/mar/2004 17.17.30 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Albertini passerà alla storia come il sindaco che ha messo due sovrintendenti in un unico teatro.
home
chi siamo
la nostra produzione
Il sindaco Albertini ha risolto il problema Scala nello stile più italiano che potesse darsi. Nlla è cambiato,se non in peggio. Dopo tre mesi,in cui la Scala si è resa ridicola in tutto il mondo,i due contendenti (Muti e Fontana) rimangono ai loro posti,forse anche con un incremento economico. Per tenerli distinti e separati c'è la figura di Mauro Meli,che sarà un press'a poco di sovrintendente dei programmi della
Scala (quella,per intenderci, con la facciata del Piermarini) da sottoporre a Fontana,mentre la Scala-Arcimboldi e la Scala-Ansaldo sono ancora da aggiudicare. Albertini diventerà famoso come il sindaco che ha messo due sovrintendenti in un unico teatro: un record mondiale a livello patetico e sconcertante. Almeno il sovrintendente-bis fosse arrivato da uno dei teatri più importanti ; ma no, è arrivato dal teatro di Cagliari,che in ordine alle sovvenzioni e al prestigio è il fanalino di coda. Che dire di Mauro Meli? proprio niente. Una persona chiamata da Muti e a lui fedele. Il Sindaco,a cui le cose culturali premono meno della cosa politica, ha propagato ai quattro venti:" Una brillante vittoria che chiude una crisi durata un po' a lungo. Con la nomina di Meli - continua come se stesse parlando di una potente multinazionale e non di una fondazione deficitaria - si dà il via a un nuovo modello organizzativo del sistema Scala". Albertini è sorprendente; una pseudo-organizzazione non può resistere neanche con una serie di miracoli. Due sovrintendenti - non si sa chi dei due sovrintenderà che cosa - due direttori artistici,non per tirare fuori idee e proposte, ma per fare il lavoro d'ufficio, il direttore musicale che soddisfa la propria vanità e presenterà cose così costose da mettere a serio rischio qualsiasi teatro. Se due galli in un pollaio hanno scatenato un putiferio,figuriamoci tre. Due si odiano e il terzo è un po' l'intruso di casa un po' il cuscinetto; cercherà di farsi largo non per affermare una Scala in ripresa,ma la propria persona in ascesa. Praticamente, con il "nuovo modello" di Albertini,alla Scala manca la dirigenza. Sulle sue poltrone  siedono ...le deleghe. Muti decide tutto,ovviamente, ma non è responsabile. Albertini si ritiene vincitore: sicuramente lo è nel senso che se,per mala sorte sua, fosse andato via l'uno (Muti) o l'alto (Fontana) chissà quante cose avrebbero detto. Muti già minacciava le cannonate,Fontana non è il tpo da simili smargiassate, ma in 13 anni di Scala ne ha viste di cose. Sarebbero saltate fuori dichiarazioni gravi,tanto da creare dispiaceri a qualcuno che conta,o magari interessare la Magistratura. Albertini sventa questo pericolo tenendo tutti nella greppia. Come ha insinuato Muti:"Tutto andrà bene perchè si ricomincia a mangiare". C'era nell'aria la paura,il terrore che uno dei due vertici della Scala spifferasse verità ingombranti, fors'anche cose non molto pulite, che del resto affiorano nei dubbi espressi dall'opposizione in Consiglio comunale. In sostanza,si è voluto evitare non uno, ma tanti  scandali,scintille che covano sotto la cenere, marciume che va sepolto. E che il teatro vada come vada,tanto il Ministro Urbani ha assicurato il suo sostegno morale... ed economico. Con i nostri soldi. Questa è la verità che i giornali milanesi non diranno mai.
Giuseppe Zecchillo - segretario SNAAL - già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala.   
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl