Zecchillo valido interprete dell arte concettuale.

11/mar/2004 17.03.09 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Giuseppe Zecchillo

ZECCHILLO VALIDO INTERPRETE DELL’ARTE CONCETTUALE

  

 

 

Zecchillo non si perde in chiacchiere e preferisce agire. La sua azione in difesa dei valori dell’arte e della musica non è solo un esempio di divismo, ma soprattutto di onestà intellettuale. Non è possibile separare l’artista-Zecchillo dall’uomo-Zecchillo; non si può prescindere dal personaggio quando si giudicano le sue opere d’arte, così come è evidente che il fatto diessere il più grande collezionista di opere di Piero Manzoni non è senza significato per la visione che Zecchillo ha dell’arte.

Le sue opere, in cui la superficie del quadro viene invasa da paste alimentari diverse, poi ricoperte di vernice dorata, sono delle divertite provocazione che riecheggiano temi e motivi delle avanguardie storiche e della Pop-Art, soprattutto in considerazione dell’elemento consumistico legato agli oggetti scelti. L’uso della vernice dorata enfatizza la provocazione dandole significato di monumento, di permanenza, di durata.

Non a caso di parla di provocazione a proposito del baritono-artista concettuale milanese, in quanto egli, nel suo irrefrenabile individualismo teso costantemente vesto il sociale, senti il bisogno, l’urgenza di manifestare il suo “non stare al gioco” nella maniera più immediata e dirompente. Con lui bisogna prendere o lasciare, le vie di mezzo sono escluse.

Le sue “tele impastate”, con la vernice dorata sparsa sopra come un sugo, oltre l’effetto di “ready-made” diversificati, hanno anche valenze estetiche piuttosto forti, soprattutto nelle figurazioni astratte in cui i pezzi di pasta sapientemente combinati creano effetti di notevole forza dinamica. Alcune volte viene da pensare di trovarsi di fronte al ventre squarciato si una macchina incomprensibile, a deja-vu di archeologia industriale, mentre si tratta di familiari maccheroni di italica cultura.

Le “tele impastate” sono molto interessanti, in quanto creano u  effetto di straniamento rispetto al mezzo, nel senso che appoggiano la provocazione dell’umile materiale usato su di un forte impatto estetico.

Le opere di Zecchillo sono monoliti scagliati nello stagno del consumismo, oltre che “capricci” intelligenti.

Fra gesto Dada e materiali poveri, o quanto meno popolari, i quadri del baritono-artista concettuale si collocano all’intersezione fra astratto e figurativo, fra i ready-made e in “concetti spaziali”. Una pittura modulare, i cui moduli sono fissati dalla tradizione popolare mediata dall’industria alimentare.

 

                                                                                                            Valerio Dehò

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