Ciao Michele Brera non ti dimenticherà.

21/mar/2004 21.18.01 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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CIAO MICHELE! GLI AMICI DI BRERA NON TI DIMENTICHERANNO
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È venuto a mancare al quartiere di Brera un personaggio caratteristico, molto amato dagli abitanti che, da più di cinquant’anni, lo hanno visto tutti i giorni, anche le feste, all’angolo tra via Fiori Chiari, Fiori Scuri e l’Accademia, con un panchetto carico di cornici, libri vecchi, soprammobili fuori modo e suppellettili usate. Di lui si conosceva solo il nome e l’appellativo: Michele, il rigattiere. Giorni fa, tornando a casa con il suo furgoncino a tarda sera, Michele è stato investito da un’auto in Corso Garibaldi; è rimasto in coma all’ospedale per venti giorni ed è morto ieri.

Gli abitanti del quartiere sono stati venti giorni in ansia, sperando che ce la facesse: senza Michele il cuore di Brera non sembrava lo stesso.

Giovani e anziani, studenti e docenti dell’Accademia, esercenti, baristi, frequentatori di Brera gli volevano bene, si fermavano a scambiare due parole con lui, perché Michele era simpatico, allegro, naif autentico, pittoresco, con un frusto cappello a cilindro sempre sulla testa. Il cappello era una specie di insegna della sua bottega all’aria aperta. Per cinquant’anni ha occupato quello spazio pur non avendo autorizzazione ufficiale; forse l’unico caso cittadino. Ma nessuno lo disturbava, perché Michele quello spazio se lo era aggiudicato nel tempo; ormai tutti lo riconoscevano storicamente come suo.

Ricordo un episodio cui assistetti. Un giorno arrivò un giovane vigile urbano, evidentemente nuovo del quartiere e - in maniera seriosa - chiese al rigattiere di esibire il “permesso”. Michele rimase stupito e senza parole. Il vigile insisteva e gli ingiungeva di andarsene. Accorgendosi che Michele era in difficoltà, si radunò subito un nugolo di gente, pronta a difenderlo all’unisono. Il gruppo diventava sempre più numeroso e alzava la voce, dicendo al vigile che Michele era più che un amico, era il simbolo di Brera e doveva rimanere là, con o senza autorizzazione.

Il vigile, di fronte a quella fervente reazione, capì che c’era dell’affetto per lo strano personaggio, del resto innocuo, e si ritirò di buon ordine.

Michele, a volte, si compiaceva di essere ignorante, ma era una sua autodifesa, poiché quando gli capitava un oggetto (un quadro, una ceramica, una cornice) vecchio e impolverato, ne intuiva il valore, pur senza conoscerne lo stile o l’epoca. Girandolo fra le mani, l’osservava attentamente e poi, con sicurezza, ne fissava il prezzo. Raramente sbagliava.

Per noi abitanti di Brera vedere quello spazio vuoto senza Michele, il suo cilindro, la sua panchetta ricolma di cianfrusaglie, è una tristezza profonda.

Con la scomparsa di Michele, la vecchia mitica Brera svanisce sempre più.

 

 

                                                                                    Giuseppe Zecchillo

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