SE NON URLI NESSUNO TI ASCOLTA
I "BIMBI" DI CATTELAN SONO COME LA "SCATOLETTA" DI
PIERO MANZONI...FU CAPITA DOPO VENT'ANNI
Il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, non
condivide l'indignazione suscitata dall'opera-choc di Maurizio
Cattelan, che rappresenta tre bambini\manichini appesi a un cappio
su una quercia secolare di piazza XXIV Maggio. Strana e ambigua
la difesa di Albertini circa l'esibizione artistica di Cattelan,
sponsorizzata dalla miliardaria Beatrice Trussardi, amica del nostro
sindaco. Al funerale dell'artista Merz, che apparteneva alla stessa
corrente artistica di Cattelan, era più anziano, più noto e più
importante, non ho visto il sindaco Albertini, né un suo
rappresentante, benché il rito sia stato celebrato nella chiesa di
San Fedele, accanto a Palazzo Marino, dove Albertini ha il suo
ufficio. Il sindaco ha snobbato Merz per ignoranza, o perché questo
artista non aveva sponsors miliardari per meritare più
attenzione?
L'assessore alla cultura, Salvatore Carrubba,
degno partner del sindaco, ingenuamente e stupidamente dichiara ai
giornali:"Quando abbiamo dato il patrocinio non era stato spiegato
il progetto; se fosse sato chiarito, probabilmente non avrei dato il
permesso". Bene ha fatto Cattelan a non illustrare il progetto
all'assessore, conoscendo i limiti culturali dei politici e
immaginando di ricevere un secco no.
Se il dott.Carrubba, prima di fare l'assessore
alla cultura, avesse letto un po' di più, avrebbe conosciuto l'arte
di Cattelan e le sue modalità espressive. Carrubba invece
ignorava, e forse ancora gnora, il percorso artistico che va da
Tristan Tzara, Duchamp, Man Ray, il New-Dada e Andy Warhol, passando
da Yves Klein e Piero Manzoni. Forse Carrubba ha orecchiato questi
nomi, ma non si è interessato adeguatamente alle loro realizzazioni,
per cui Cattelan l'ha colto di sorpresa.
I fantocci-choc intanto sono spariti da piazza
XXIV Maggio: ha preso l'iniziativa il quarantatreenne Franco De
Benedetti, che ha tagliato le corde danneggiando i pupazzi di cera e
fibra di vetro, finiti in laboratorio per il restauro. Il cretino di
turno purtroppo non manca mai in un paese come il nostro, dove la
cultura dominante è quella delle canzonette vacue e inutili, dei
comici demenziali e degli spettacoli volgari e
insulsi.
De Benedetti è stato denunciato per la sua
iniziativa illecita, ma la storia si ripete. Qualcuno ricorderà che,
nel 1971, Palma Bucarelli, direttrice della Galleria d'arte moderna
di Roma, organizzò una mostra delle opere di Piero Manzoni, fra le
quali figurava la famosa scatoletta di "Merde d'artiste", suscitando
addirittura un'interpellanza in Parlamento contro l'esposizione.
Oggi le opere di Manzoni sono valutate centinaia di milioni e sono
esposte nei musei più importanti del mondo.
Gli artisti, quelli veri, hanno un modo originale
di metterci di fronte ai problemi, di scuotere le nostre coscienze,
di additare soluzioni nuove; spesso scelgono la provocazione che fa
discutere e pensare.
Ben vengano gli sponsors come Trussardi. Non
dimentichiamo che se l'Italia ha avuto un Rinascimento ,
ricco di opere e di artisti genali, che tutto il
mondo ci invidia, il merito è anche di quelle persone
abbienti che capivano l'arte e sostenevano gli artisti.
Cattelan fa capo alla corrente di Piero Manzoni
(arte concettuale) che provoca per mettere in condizione la gente di
porsi delle domande, parlarne, cercare di capire. I tre
bimbi\fantoccio impiccati denunciano la violenza, l'indifferenza e
la negazione contro i minori (violentati, seviziati, venduti,
costretti a lavorare, morti per fame, abbandono e malattie).
L'intento dell'artista è quindi quello di lanciare un S.O.S. alla
società per la loro salvezza. Il messaggio non è solo civile e
umano, ma anche educativo.
La nostra società non ha più bisogno di artisti
che ci facciano sognare e ci faccano sentire buoni, ma di artisti
che ci scuotano e ci incitino ad ESSERE più buoni e più
giusti.
La stragrande maggioranza dei politici, che
operano all'interno del Comune di Milano, ha condannato l'evento
artistico in maniera becera, senza approfondirne i significati,
lasciando la gente nell'ignavia di sempre. Sulla vicenda è arrivato
anche il commento del Ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani:"
In questa vicenda c'è stato poco buon gusto, ma anche poca
tolleranza". Urbani non essendo in grado di dare un giudizio netto e
preciso per mancanza di carattere, se non di cutura, ha preferito
fare il Ponzio Pilato, dire e non dire. Povero ministro, e poveri
beni culturali...in che mani siamo
capitati!
Voglio ricordare che Gino De Dominicis espose per
alcune ore un giovane, affetto da sindrome di Down, alla Biennale di
Venezia del 1972. Anche il quel caso il messaggio era civile e
umano: come dire "ci siamo anche noi". Del resto, le opere di
Kandinsky venivano considerate espressione degenerata, ora sono nei
musei e vengono studiate nelle Accademie d'arte di tutto il mondo.
Persino Giuseppe Verdi fece scandalo con la "Traviata". L'opera fu
fischiata perché portò sulla scena una donna di facili costumi, e
soprattutto - cosa che più offese - quella donna si muoveva in
ambienti e costumi della stessa epoca di Verdi. Per non parlare di
Schoemberg e di Alban Berg, i quali, con l'invenzione della
dodecafonia, aprirono la strada ai capolavori della musica
moderna.
Una trentina di galleristi d'arte fra i più
importanti hanno raccolto firme per chiedere al sindaco
di riesporre l'opera di Cattelan. I
manichini\bambini verranno esposti in ottobre alla Biennale di
Siviglia. Il messaggio dell'arte non si deve fermare al gesto
rabbioso di un uomo qualunque, che non passerà alla storia che come
un tipico esempio di rimozione della società individualista. Bene ha
detto Cattelan:" Mi dispiace solo che un'opera sulla e contro la
violenza sia finita con un atto di violenza".
AFORISMI DI ZECCHILLO IN OMAGGIO A
CATTELAN
* Solo chi mette in gioco se stesso acquista
credibilità.
* Mi sento artista solamente quando
rischio.
* Mi diverte fare le cose che gli altri mi dicono
di non fare.
* Il contestatore non ha una vita comoda, in
compenso contribuisce a fare la storia.
* La vita è una battaglia, se non combatti hai
perso.
* Le porte che non si aprono bisogna buttarle giù
a spallate.
* Senza coraggio non si può essere né onesti né
giusti.
* Trovare il coraggio di andare controcorrente non
è difficile: basta sentirlo come un privilegio.
* Bisognerebbe imparare ad apprezzare gli artisti
coraggiosi quando sono ancora in
vita