Articolo di Zecchillo sull'attivtà artistica di CATTELAN

nomi, ma non si è interessato adeguatamente alle loro realizzazioni,

18/mag/2004 17.44.58 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Soprannome MSNZecchillo  (Messaggio originale) Inviato: 17/05/2004 15.44
SE NON URLI NESSUNO TI ASCOLTA
 
I "BIMBI" DI CATTELAN SONO COME LA "SCATOLETTA" DI PIERO MANZONI...FU CAPITA DOPO VENT'ANNI
 
Il sindaco di Milano, Gabriele Albertini, non condivide l'indignazione suscitata dall'opera-choc di Maurizio Cattelan, che rappresenta tre bambini\manichini appesi a un cappio su una quercia secolare di piazza XXIV Maggio. Strana e ambigua la difesa di Albertini circa l'esibizione artistica di Cattelan, sponsorizzata dalla miliardaria Beatrice Trussardi, amica del nostro sindaco. Al funerale dell'artista Merz, che apparteneva alla stessa corrente artistica di Cattelan, era più anziano, più noto e più importante, non ho visto il sindaco Albertini, né un suo rappresentante, benché il rito sia stato celebrato nella chiesa di San Fedele, accanto a Palazzo Marino, dove Albertini ha il suo ufficio. Il sindaco ha snobbato Merz per ignoranza, o perché questo artista non aveva sponsors miliardari per meritare più attenzione?
L'assessore alla cultura, Salvatore Carrubba, degno partner del sindaco, ingenuamente e stupidamente dichiara ai giornali:"Quando abbiamo dato il patrocinio non era stato spiegato il progetto; se fosse sato chiarito, probabilmente non avrei dato il permesso". Bene ha fatto Cattelan a non illustrare il progetto all'assessore, conoscendo i limiti culturali dei politici e immaginando di ricevere un secco no.
Se il dott.Carrubba, prima di fare l'assessore alla cultura, avesse letto un po' di più, avrebbe conosciuto l'arte di Cattelan e le sue modalità espressive. Carrubba invece ignorava, e forse ancora gnora, il percorso artistico che va da Tristan Tzara, Duchamp, Man Ray, il New-Dada e Andy Warhol, passando da Yves Klein e Piero Manzoni. Forse Carrubba ha orecchiato questi nomi, ma non si è interessato adeguatamente alle loro realizzazioni, per cui Cattelan l'ha colto di sorpresa.
I fantocci-choc intanto sono spariti da piazza XXIV Maggio: ha preso l'iniziativa il quarantatreenne Franco De Benedetti, che ha tagliato le corde danneggiando i pupazzi di cera e fibra di vetro, finiti in laboratorio per il restauro. Il cretino di turno purtroppo non manca mai in un paese come il nostro, dove la cultura dominante è quella delle canzonette vacue e inutili, dei comici demenziali e degli spettacoli volgari e insulsi.
De Benedetti è stato denunciato per la sua iniziativa illecita, ma la storia si ripete. Qualcuno ricorderà che, nel 1971, Palma Bucarelli, direttrice della Galleria d'arte moderna di Roma, organizzò una mostra delle opere di Piero Manzoni, fra le quali figurava la famosa scatoletta di "Merde d'artiste", suscitando addirittura un'interpellanza in Parlamento contro l'esposizione. Oggi le opere di Manzoni sono valutate centinaia di milioni e sono esposte nei musei più importanti del mondo.
Gli artisti, quelli veri, hanno un modo originale di metterci di fronte ai problemi, di scuotere le nostre coscienze, di additare soluzioni nuove; spesso scelgono la provocazione che fa discutere e pensare.
Ben vengano gli sponsors come Trussardi. Non dimentichiamo che se l'Italia ha avuto un Rinascimento , ricco di opere e di artisti genali, che tutto il mondo ci invidia, il merito è anche di quelle persone abbienti che capivano l'arte e sostenevano gli artisti.
Cattelan fa capo alla corrente di Piero Manzoni (arte concettuale) che provoca per mettere in condizione la gente di porsi delle domande, parlarne, cercare di capire. I tre bimbi\fantoccio impiccati denunciano la violenza, l'indifferenza e la negazione contro i minori (violentati, seviziati, venduti, costretti a lavorare, morti per fame, abbandono e malattie). L'intento dell'artista è quindi quello di lanciare un S.O.S. alla società per la loro salvezza. Il messaggio non è solo civile e umano, ma anche educativo.
La nostra società non ha più bisogno di artisti che ci facciano sognare e ci faccano sentire buoni, ma di artisti che ci scuotano e ci incitino ad ESSERE più buoni e più giusti.
La stragrande maggioranza dei politici, che operano all'interno del Comune di Milano, ha condannato l'evento artistico in maniera becera, senza approfondirne i significati, lasciando la gente nell'ignavia di sempre. Sulla vicenda è arrivato anche il commento del Ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani:" In questa vicenda c'è stato poco buon gusto, ma anche poca tolleranza". Urbani non essendo in grado di dare un giudizio netto e preciso per mancanza di carattere, se non di cutura, ha preferito fare il Ponzio Pilato, dire e non dire. Povero ministro, e poveri beni culturali...in che mani siamo capitati!  
Voglio ricordare che Gino De Dominicis espose per alcune ore un giovane, affetto da sindrome di Down, alla Biennale di Venezia del 1972. Anche il quel caso il messaggio era civile e umano: come dire "ci siamo anche noi". Del resto, le opere di Kandinsky venivano considerate espressione degenerata, ora sono nei musei e vengono studiate nelle Accademie d'arte di tutto il mondo. Persino Giuseppe Verdi fece scandalo con la "Traviata". L'opera fu fischiata perché portò sulla scena una donna di facili costumi, e soprattutto - cosa che più offese - quella donna si muoveva in ambienti e costumi della stessa epoca di Verdi. Per non parlare di Schoemberg e di Alban Berg, i quali, con l'invenzione della dodecafonia, aprirono la strada ai capolavori della musica moderna.
Una trentina di galleristi d'arte fra i più importanti hanno raccolto firme per chiedere al sindaco di riesporre l'opera di Cattelan. I manichini\bambini verranno esposti in ottobre alla Biennale di Siviglia. Il messaggio dell'arte non si deve fermare al gesto rabbioso di un uomo qualunque, che non passerà alla storia che come un tipico esempio di rimozione della società individualista. Bene ha detto Cattelan:" Mi dispiace solo che un'opera sulla e contro la violenza sia finita con un atto di violenza".
 
AFORISMI DI ZECCHILLO IN OMAGGIO A CATTELAN
 
* Solo chi mette in gioco se stesso acquista credibilità.
 
* Mi sento artista solamente quando rischio.
 
* Mi diverte fare le cose che gli altri mi dicono di non fare.
 
* Il contestatore non ha una vita comoda, in compenso contribuisce a fare la storia.
 
* La vita è una battaglia, se non combatti hai perso.
 
* Le porte che non si aprono bisogna buttarle giù a spallate.
 
* Senza coraggio non si può essere né onesti né giusti.
 
* Trovare il coraggio di andare controcorrente non è difficile: basta sentirlo come un privilegio.
 
* Bisognerebbe imparare ad apprezzare gli artisti coraggiosi quando sono ancora in vita



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