per la rivista Rosetum

SUPERBO RECITAL DI GIOVANNI BATTISTA

22/mag/2004 12.15.36 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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SUPERBO RECITAL DI GIOVANNI BATTISTA PARODI
CHE LASCIA IL SUO CACHET AL TEATRO ROSETUM
 
Il 21 maggio 2004 resterà tra le date storiche della vita del Teatro Rosetum e del Centro Culturale Francescano che Padre Demetrio ha diretto per 25 anni e che sotto la sua guida ha visto nascere, con il musicologo modenese Daniele Rubboli, il Laboratorio Lirico Europeo.
Quel laboratorio che nel 1997, quando aveva solo 21 anni, ha salutato il debutto del basso genovese Giovanni Battista Parodi che sul palcoscenico del Rosetum mosse i primi passi debuttando in opere quali "Adriana Lecouvreur", "Aida", "Nabucco" e "Trovatore".
Immediatamente "scippato" dal teatro alla Scala, Giovanni Battista Parodi nel 1999 ha inaugurato la stagione di quel teatro cantando nel "Fidelio" diretto da Muti e da allora è stato protagonista di ben 15 produzioni alla Scala passando contemporaneamente al Comunale di Firenze, al Regio di Torino, all'Opera di Roma, al Comunale di Bologna e quindi, dal 2001, al Covent Garden di Londra, all'Opera Bastille di Parigi dove è impegnato anche per tutto il giugno 2004, e nein teatri di Tokio.
Tra questi impegni è riuscito a trovare una pausa milanese per regalare un suo Recital a quel Rosetum che per primo gli ha dato fiducia e gli ha permesso di misurarsi con il grande pubblico.
Con al pianoforte un motivatissimo Luis Baragiola, Giovanni Battista Parodi ha cantato per due ore presentato da Daniele Rubboli che ha fatto di tutto per nascondere la commozione dietro una serie di "battute" che hanno aggiunto il giusto tono familiare a questa grande festa della musica che ha visto snocciolare un repertorio vastissimo dalle canzoni da film di Cole Porter a Mozart, dai musicals di Kern a Rossini, Massenet, Puccini e Verdi al quale è stato dedicato almeno la metà del recital.
Appropriatosi di una grande maturità artistica, Giovanni Battista Parodi sorprende, assieme alla bellezza della voce rimasta immutata, per l'acquisizione di un fraseggio sia sillabico sia musicale assolutamente rari e di una superba padronanza dello spazio scenico.
La sua interpretazione sempre elegantissima non si affida mai alla prepotenza vocale, ma è sempre un gioco di luci e ombre.
Assolutamente sorprendente la lezione che viene da questo giovanissimo artista che ha già acquisito la saggezza del cantar a fior di labbra, sempre restando sul fiato, senza forzature, in modo da realizzare una tavolozza di colori così variegata da farci scoprire, in ogni pagina musicale, nuove idee.
Come rarità assoluta, per un programma da Concerto, Giovanni Battista Parodi ha inserito una pagina della "Manon" di Massenet di gradevolissime effetto, quella del 3° atto in cui il padre del giovane De Grieux lo invita a metter la testa a posto e prender moglie.
Costretto a gran voce a concedere due bis, Giovanni Battista Parodi ha salutato il pubblico del Rosetum con "Old man river" dal musical "Show Boat" e con un trascinante "Sogno" dall'"Attila" di Verdi.
Indescrivibile l'entusiasmo del pubblico che gli ha riservato ovazioni anche a metà di alcune romanze... consentendogli di prender fiato prima delle 3 terribili caballette verdiane che ha regalato al teatro che lo ha visto nascere.
Quando Rodolfo Rota, dirigente amministrativo del Rosetum, è andato nel suo camerino per consegnargli il compenso per il Recital, Giovanni Battista Parodi ha con estrema cortesia rifiutato la <busta>, per lasciarla alla chiesa e al Centro Culturale che tanto fa per la promozione dei giovani talenti.
Ed anche di questo il Rosetum, commosso, lo ringrazia.
 
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da Ufficio Stampa Rosetum
02.48707203
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