La Scala ridotta all'elemosina

26/mag/2004 20.40.24 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Soprannome MSNZecchillo  (Messaggio originale) Inviato: 26/05/2004 17.17
LA SCALA RIDOTTA ALL'ELEMOSINA
 
ALBERTINI VA A LONDRA PER RACCOGLIERE I SOLDI PER L'INAUGURAZIONE DEL TEATRO
 
Dove sono finiti i milioni di euro (decine di miliardi delle vecchie lire) che lo Stato - cioé i contribuenti italiani - la Regione e il Comune - cioé i contribuenti Lombardi e Milanesi in particolare - hanno versato per fare la stagione lirica e mantenere la Scala? Il teatro è, da anni, una Fondazione semi-privata, quindi raccoglie soldi anche dagli sponsors - possibile che, con tale profluvio di denaro, la nuova Scala non sia in grado di pagarsi la prossima inaugurazione?
Eppure, questo è ciò che ci dice la stampa: il sindaco Albertini, trasformatosi in predicatore questuante, sta percorrendo l'Europa e volerà anche in USA alla ricerca di 5 milioni di euro, che mancherebbero per mettere in scena l'opera inaugurale.
Forse il titolo di questa - "L'Europa riconosciuta" di Salieri - ha ispirato al nostro sindaco l'idea di battere cassa a mezza Europa... e agli Stati Uniti, dove risiedono milioni di Europei, Italiani inclusi. Tutta gente che, nella quasi totalità, non ha mai messo piede alla Scala e non lo metterà mai. Del resto, anche i cittadini milanesi, da sempre generosi verso la Scala, vedranno l'opera dai maxi-schermi in piazza, perché - com'è noto - solo il 2% di essi è in condizione di comprare il biglietto e di godere la musica dal vivo.
Albertini non solo ci umilia davanti al mondo esibendo una povertà senza precedenti, che - a quanto sembra - colpisce la nostra città al punto da compromettere la tradizionale inaugurazione del 7 dicembre, ma vuole raccogliere miliardi per una festa riservata a pochi privilegiati: politici, amici del sindaco e della giunta, amici degli amici e così via.
E' una situazione vergognosa. E' l'inaugurazione della vergogna. Complimenti!
Il sindaco, prima di giungere a tanto, dovrebbe spiegarci come e perché sono finiti i fondi della Scala, quelli prelevati dallo Stato e dagli Enti locali dalle tasse dei cittadini; dovrebbe dirci la verità sui costi della nuova Scala, da lui fortemente voluta, e che non era indispensabile rifare da cima a fondo (e imbruttire notevolmente) quando bastava un accorto e intelligente restauro.
Ma tant'è, ora abbiamo una Scala che non è più la Scala, un assurdo Arcimboldi di periferia, dove il pubblico non abbonda, un sindaco itinerante che va pietendo a tutti, come se l'Italia fosse il Terzo Mondo. Ma cosa importa? al sindaco tutto ciò fa pubblicità. Presto si sarà sistemato nel Parlamento europeo. Con il cappello in mano?
 
Giuseppe Zecchillo - segretario Sindacato Autonomo Artisti Lirici  



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