Albertini e i suoi sprechi Vittime gli artisti

parco Sempione, ma coloro che si aspettavano intrattenimenti di una certa

31/mag/2004 20.59.15 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Subject: Articolo contro Albertini

LE VITTIME DELLO SPRECO DI ALBERTINI SONO GLI ARTISTI
 
DOVE SONO FINITI I SOLDI DELLO SPETTACOLO E DELLA CULTURA?
 
Abbiamo appreso dai giornali milanesi del 28 maggio che il Comune "non ha un euro" per finanziare i tradizionali programmi culturali estivi. Se ne lamenta l'assessore Salvatore Carrubba, il cui settore (cultura, appunto) è stato particolarmente penalizzato dai tagli apportati dal sindaco Albertini. Carrubba inoltre dichiara che gli sponsors per i programmi estivi sono inesistenti, non si trovano. Perché? Proviamo a indovinare: se nessuno vuole investire in questo tipo di programmi è perché ciò che è stato realizzato finora non procurava un valido ritorno di pubblicità agli sponsors. Non ci sono state proposte affidabili né credibili. In tale situazione, Carrubba non è del tutto innocente.
I tagli del sindaco si ripercuotono sui cittadini che trascorrono le ferie in città, e sono sempre più numerosi. Contenti saranno coloro per cui l'estate a Milano vuol dire rock in piazza Duomo e risotti al parco Sempione, ma coloro che si aspettavano intrattenimenti di una certa qualità, come concerti sinfonici e lirici, recital di prosa, balletto ecc. sono ovviamene molto delusi.
L'ultimo sondaggio, promosso dal Parlamento europeo sulla consistenza culturale dei Paesi-membri, dà l'Italia al penultimo posto. Non c'è di che vantarsi.  La penosa situazione non ha solo un aspetto economico, ma anche sociale. Gli artisti di prosa, i musicisti, i cantanti, i ballerini, che avevano l'occasione di lavorare nell'Estate Milanese, resteranno disoccupati. Loro sono certamente i più colpiti.
Zecchillo, a nome dello SNAAL, si chiede come siano stati impiegati i soldi destinati alla cultura, allo spettacolo e al lavoro degli artisti. La domanda va girata al sindaco. Se "non c'è più un euro" per la cultura, vorremmo sapere perché il sindaco sia stato così generoso con certe persone e certe iniziative a loro connesse.
Rifare la Scala ex-novo, costruire l'Arcimboldi in mezzo ai prati, raddoppiare gli staff, quando ci sono teatri già fatti e solo da restaurare - come il Lirico e il Puccini - centralissimi e in grado di accogliere temporaneamente gli spettacoli, durante i lavori alla Scala, che non dovevano prevedere la sua totale demolizione, è stato uno spreco pazzesco.
Ora il Comune si trova a dover sovvenzionare due teatri lirici - e ben vengano se servissero a permettere a una gran massa di cittadini, finora esclusi, di godere la musica - ma uno di questi teatri impone uno scomodo e lungo viaggio per raggiungerlo, e l'altro... è il regno di Muti, notoriamente poco amico del pubblico del loggione, è il feudo della Flarmonica, concorrenziale alla Scala.
Se è così che il sindaco ha amministrato il denaro destinato alla cultura dei cittadini - denaro non suo, ma dei contribuenti - o è un incapace, oppure ci sono sotto altre cose gravi, che ancora non sono emerse, ma che presto o tardi veranno a turbare maggiormente il clima già molto inquinato della città.
 
Giuseppe Zecchillo - segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici



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