Carmen Protesta alla Scala I responsabili saranno licenziati?

04/giu/2004 21.03.51 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Generale : Carmen alla Scala  
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Da: Soprannome MSNZecchillo  (Messaggio originale) Inviato: 04/06/2004 17.42
CARMEN ALLA SCALA
 
PERCHE' IL FORFAIT DEL SOPRANO BORODINA?
 
E' noto che Bizet scrisse due edizioni della "Carmen"; una con i recitativi parlati e l'altra con i recitativi cantati. Non è un caso isolato; vi sono parecchie opere, di cui gli autori hanno fatto edizoni differenti. Quando si programma una di queste opere, il dirigente teatrale professionalmente preparato, accorto e diligente specifica molto bene sul contratto degli artisti di quale edizone si tratta, in modo che il cantante non studi uno sparito incongruo. Questa elementare procedura è sfuggita ai dirigenti della Scala. Infatti il soprano Olga Borodina, protagonista della "Carmen", trovandosi a dover provare un'edizione diversa da quella solita( con i recitativi cantati) ha preferito dare forfait. Il sovrintendente Mauro Meli cerca di giustificarsi dell'accaduto, dandone la colpa ai capricci del "divismo"  della Bordina, ma le sue dichiarazioni sono patetiche.
Le bugie di Meli infatti non stanno in piedi: non esiste al mondo un artista che si presenti in teatro per le prove con uno spartito invece di un altro. Conoscendo la serietà e la professionalità del soprano Borodina, sono certo che se avesse ricevuto avvertenza nel contratto, o in tempo utile, che si programmava la "Carmen" con il recitativo parlato, sarebbe arrivata perfettamente preparata.
Il soprano Borodina è credibile, perché non ha alcun interesse a mentire - anzi ci perde un lauto contratto - mentre Meli ha interesse a nascondere la verità, volendo esordire come un sovrintendente esemplare.
E' vergognoso che Meli, per coprire le magagne della disorganizzazione scaligera, faccia apparire il soprano come "capricciosa", bizzara e "indisposta".
Purtroppo è successa press'a poco la stessa cosa anche a me, quando fui scritturato per la "Tosca" del Maggio Fiorentino, diretta da Zubin Mehta; opera che fu fischiata e molto criticata perché ambientata nella Roma occupata dai nazisti. Nel mio contratto non era specificata la nuova ambientazione, né le varianti di alcuni brani del libretto. Per cui arrivai tranquillo alle prove e cominciai a cantare la mia parte. Fui subito interotto da Mehta, che mi informò delle varianti: dovevo cantare "Gli Americani sono sbarcati ad Anzio" e altre frasi del genere, inoltre dovevo indossare una divisa da militare nazista. Io obiettai che, se il contratto avesse messo in chiaro che non si trattava della "Tosca" di Puccini, ma di altra cosa, non lo avrei firmato. Il direttore artistico, invece di scusarsi per la disavvertenza e per il disagio che mi procurava, mi disse perentoriamente che se continuavo a contestare mi avrebbe licenziato. Siccome non accettai il suo tono arrogante, né la mistificazione di un capolavoro di Puccini, affrontai il licenziamento.
Mi fa grande tristezza che, a questo mio sacrificio, non solo economico, ma anche professionale (il Maggio mi chiuse le porte per sempre) non vi fosse nemmeno un collega che mi desse la solidarietà. Come nessuno del cast dell'attuale "Carmen" ha dato la solidarietà a Olga Borodina.
Del resto, per questa "Carmen", hanno dato forfait altri due cantanti: Clifton Forbis (critturato per il protagonista Don José) e Patricia Racette (scritturata per Micaela). Evidentemente c'è qualcosa nella organizzazione e nella conduzione delle prove, o in altro che ancora non si è saputo, che ha creato disagio nei principali interpreti.
Sembra che il teatro milanese abbia perso il carisma della "mitica Scala"; tant'è che gli artisti di fama internazionale non ci tengono più ad apparire sul suo palcoscenico.
 
Giuseppe Zecchillo - segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici -



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