Lettera aperta a Paolo Isotta. Caro Paolo devi avere piu' coraggio...

08/giu/2004 21.15.16 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Soprannome MSNZecchillo  (Messaggio originale) Inviato: 08/06/2004 17.46
LETTERA APERTA A PAOLO ISOTTA
 
SE VOGLIAMO SALVARE LA MUSICA DOBBIAMO AVERE CORAGGIO - CON I PIAGNISTEI, LE PAURE E LE CODARDIE NON SI VA DA NESSUNA PARTE
 
Caro Isotta, il tuo appello - diffuso via Internet - per sollecitare il parere di personaggi illustri o popolari circa la necessità di ripristinare l'insegnamento della musica nelle scuole - credo avrà un successo...scontato.
E' ovvio che nessuno di coloro che hai interpellato - scrittori, poeti, musicisti, giornalisti, presentatori televisivi ecc. - dirà mai che la musica non fa parte della formazione culturale a cui la scuola dovrebbe essere finalizzata. Di conseguenza sono convinto che se tu avessi acceso una questione meno ovvia e più scottante, che entri nel merito della crisi della musica in Italia, nessuno di quei noti o famosi personaggi ti risponderebbe per non correre il rischio di esporsi.
Se vogliamo difendere la musica dobbiamo lottare con coraggio contro coloro che la stanno distruggendo per i loro interessi personali.
Prima della Legge 800 del 14 agosto 1967, con cui lo Stato si impegnava a sovvenzionare la musica, i teatri lirici mettevano in scena 15-20 opere più i balletti e i concerti sinfonici; la Scala aveva 20-23 opere, i balletti e una stagione concertistica - oggi questa stagione è scomparsa, la Scala non fa più di 8-9 opere, malgrado le sue sovvenzioni speciali; gli altri teatri si sono ridotti a 3-4 opere. Dobbiamo domandarci come mai, dato il finanziamento sicuro e sempre più consistente dello Stato e degli Enti locali, la produzione e la fruizione di musica non sia aumentata, ma progressivamente diminuita fino a questi livelli.
Il motivo è che la Legge 800\67 ha sfornato una bella torta da spartirsi, per cui è nata la lottizzazione politica dei teatri e delle cariche dirigenziali con annesso clientelismo e spreco. La musica è diventata solo un pretesto per tenere in vita centri di potere, i dirigenti sono stati e sono nominati da partiti fra persone ben connotate politicamente, ma molto spesso incompetenti, impreparate e incapaci.
I dirigenti, che riuscivano a far funzionare bene i teatri pur senza le sovvenzioni pubbliche, se avessero avuto a disposizione i miliardi di adesso avrebbero portato la musica a tutti - ricchi e poveri, giovani e vecchi - perché si dedicavano esclusivamente al teatro e alla musica, non agli intrallazzi di potere.
Se vogliamo incrementare e divulgare la cultura musicale nel nostro paese, dobbiamo lottare per renderla indipendente dalla politica e dai suoi affari. Questo è l'appello che avresti dovuto lanciare, caro Isotta. Ma non credo lo lancerai mai, perché non ti farebbe pubblicità, non ti darebbe la solidarietà di gente in vista, anzi ti procurerebbe dei nemici.
Per fare le cose serie ci vuole coraggio e "il coraggio uno non se lo può dare" come diceva Don Abbondio.
Il 90% delle persone che operano nella musica sanno che seguire te non crea alcun pericolo, perciò ti daranno la solidarietà. La paura di essere impopolare, o addirittura emarginato, per aver attaccato o disturbato qualcuno che conta, viceversa ti lascerebbe solo. Infatti, perché non hai contestato né interpellato i tuoi amici illustri quando è sparita la stagione sinfonica della Scala?
Posso dire queste cose per esperienza: io ho lottato per difendere il teatro e la musica e sono stato lasciato solo; ma continuo egualmente la mia battaglia perché amo la musica al di sopra dei miei interessi personali. Ho denunciato il malcostume teatrale, le scelte clientelari e anticulturali e gli sprechi che affossano la musica; ho denunciato lo sfruttamento ai danni degli artisti, specialmente i giovani, ho subito ritorsioni e maldicenza...ma, per mettersi su questa linea ci vuole coraggio e amore disinteressato per l'arte. L'opportunismo, la piaggeria non servono alla musica, servono ad accattivarsi le simpatie del potere, e allora...
Gli attuali piagnistei, tuoi e dei tuoi amici, non fanno alcun solletico a coloro che stanno in alto e decidono le sorti della musica. Non otterrete nulla perché non osate, non rischiate, non siete seriamente impegnati.
Caro Isotta, hai fatto centinaia di articoli, bellissimi, elogiando tutti i personaggi ai quali andava il vento in poppa, ma ti sei guardato bene dal dire una sola parola su coloro che, da una vita, si espongono per difendere la musica. Sei furbo, intelligente, bravo, bravissimo!
 
Giuseppe Zecchillo - segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici



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