I: LAUREA HONORIS CAUSA A MIRELLA FRENI

I: LAUREA HONORIS CAUSA A MIRELLA FRENI

30/mag/2002 23.46.37 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Dopo 45 anni di grande carriera
 
PISA : A MIRELLA FRENI
LAUREA HONORIS CAUSA
 
L'università di Pisa ha conferito la Laurea Honoris Causa in Lingue e Letterature Stranierel al soprano modenese Mirella Freni per " il grandissimo contributo da lei portato alla valorizzazione della cultura europea, nella sua unità e nelle sue articolazioni: finalità che è la ragione d'essere della Facoltà medesima>.
Nata a Modena nel 1935, Mirella Freni ha debuttato a 19 anni, al Teatro Comunale della sua città come Micaela nella <Carmen> di Bizet (3 febbraio 1955) e da 45 anni è sui palcoscenici di tutto il mondo continuando una prestigiosa carriera che la vede interprete capace di esibirsi in ben cinque lingue.
Già insignita della Legion d'Onore dal Presidente francese e dei più alti riconoscimenti dei governi d'Austria, Germania, Spagna, Mirella Freni ha ricevuto le chiavi della città di New York ed è Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana.
Questo nuovo riconoscimento l'ha prima di tutto intimorita, ma dopo aver ascoltato la <laudatio> pronunciata da Guido Paduano che ha svolto una <Analisi della semplicità>, l'artista modenese ha confermato la sua autorità di donna e di protagonista del teatro musicale, pronunciando una <lectio doctoralis> di grandissimo spessore culturale, servito però con la suggestiva, irripetibile spontaneità della sua natura.
Così ha dato testimonianza del suo lavoro di interprete dicendo che il lavoro creativo dell'esecutore è : <... dare vita a quei puntini neri scritti sul pentagramma, comprensibili solo a chi è musicista, e farli arrivare all'orecchio o, meglio, al cuore e alla mente di chiunque ascolti, indipendentemente dalle differenze di cultura, di lingua, di strato sociale. La grandezza della musica - ha proseguito Mirella Freni - sta nel saper eliminare le barriere attraverso un impatto emozionale, capace di essere percepito da tutti; una lingua universale, comprensibile in ogni tempo e in ogni luogo>.
Dopo aver sottolineato il ruolo della <voce> nella professione di un cantante d'opera, la Freni ha però aggiunto che: < la ricchezza umana è, a mio parere, quasi più importante della voce; come si può, infatti, parlare in modo credibile di amore, morte, tradimento, onore, amicizia... di tutti quei sentimenti sempre presenti nell'opera lirica, se non si conoscono, se non si sono vissuti?>.
Applaudita più volte, anche durante la proprio <lectio> Mirella Freni ha concluso poi con un atto di grande umiltà, mettendosi dalla parte dei registi, interpreti dell'esigenza del pubblico di assistere a spettacoli che siano belli anche da vedere, ed ha dichiarato che solo dialogando con loro si possono capire idee e suggerimenti che a prima vista potrebbero apparire fuori luogo o addirittura pericolosi per la stessa interpretazione musicale.
Ed ha salutato la folla che stipava l'aula magna di Palazzo La Sapienza affermando: <Tutto ciò che scorre sul palcoscenico è, alla fine, frutto di un duro lavoro, ampiamente ripagato dalla soddisfazione di "arrivare" al pubblico, di trasmettere forti emozioni, di sentirlo ridere, piangere, trepidare, pensare con te, nel comune amore per la musica>.
 
-----------------------------------------   testo di Daniele Rubboli
 
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