Trovatore a Pordenone e Treviso

da Eddy De Nadai, e il 3 luglio nel Parco di Villa Brandolini a Solighetto di

06/lug/2004 09.57.17 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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comunicato stampa
da Sci Club Valanghe
Solighetto di TV -
Giuliana Dall'Anese via Bellucci 19-Soligo
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TROVATORE IN CONCERTO
A PORDENONE E SOLIGHETTO
 
Successo senza precedenti per la bella edizione del "Trovatore" di Giuseppe Verdi andato in scena l'1 luglio all'Auditorium Concordia di Pordenone per la rassegna Estate in Musica diretta da Eddy De Nadai, e il 3 luglio nel Parco di Villa Brandolini a Solighetto di Pieve di Soligo (TV) per la tradizionale Opera in Villa realizzata dai soci dello Sci Club Valanghe, associazione che riesce a unire la passione per la montagna a quella della musica da teatro.
Con i supporti determinanti delle amministrazioni locali, i due spettacoli hanno avuto il proprio punto di forza nella coinvolgente narrazione del musicologo Daniele Rubboli che con estrema chiarezza ha, non solo messo a fuoco che cosa rappresenti questo titolo nell'evoluzione della drammaturgia verdiana, ma spiegato ogni dettaglio di una vicenda così complicata che spesso anche gli stessi interpreti non riescono a venirne a capo.
Molto bene l'Orchestra Filarmonia Veneta G.F. Malipiero diretta dal giovane Stefano Romani che ha dimostrato grande padronanza della lettura musicale e piena autorità nella conduzione delle voci che hanno avuto il loro punto di forza nello squillante tenore italo-argentino Gustavo Porta, da alcuni anni residente a Verona, e nel sempre piu' raffinato baritono australiano Barry Anderson, un Conte di Luna giustamente introverso che ha giocato le sue carte migliori nella morbidezza del canto legato.
Anderson, che ha debuttato in Italia agli inizi degli Anni Settanta del '900, vive da allora nel Veneto pur svolgendo gran parte della sua carriera all'estero.
La Leonora di Elisabetta Battaglia e l'Azucena di Antonella Dalla Pozza si sono rivelati personaggi faticosi per le due artiste che hanno comunque avuto momenti molto belli soprattutto là dove la tensione emotiva non richiedeva quella drammaticità che diversamente le costringeva a forzature innaturali.
Benissimo il Ferrando del basso Enrico Rinaldo, simpatico il Ruiz di Pasquale Ciravolo e promettente l'Ines della giovanissima Alessia Nadin.
Completavano il cast a Pordenone i cori lirici Sandonatese e "Attilio Zaramella" diretti da Mauro Perissinotto e Antonio Panighel, e a Solighetto il Coro Duomo di Montebelluna abbinato al "Salvarosa" diretti da Antonio Pessetto e Renzo Simonetto.
A Villa Brandolini erano presenti anche illustri nomi del teatro musicale italiano come i direttori d'orchestra Renato Palumbo e Giacomo Zani, e i cantanti Rosetta Pizzo e Francesco Grollo.
Gran folla in entrambe le occasioni e ovazioni per tutti gli interpreti di questa formula teatrale che, proprio perchè senza scene e costumi, e con qualche taglio maggiore rispetto alla tradizionale esecuzione musicale, pure coinvolge il pubblico ancora di più perchè crea una nuova e più profonda comprensione dell'opera d'arte della quale finalmente la gente può appropriarsi in modo definitivo.
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allegata
foto: musicologo Daniele Rubboli
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