Buscaroli critico musicale onesto coraggioso

27/ago/2004 17.36.11 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Soprannome MSNZecchillo  (Messaggio originale) Inviato: 23/08/2004 15.42

Il cartellone della Scala
PER QUEL CHE COSTA QUESTO TEATRO NON HA IDEE
IL PARERE DEL CRITICO PIERO BUSCAROLI, UNO DEI POCHI CHE HANNO IL CORAGGIO DI DIRE LA VERITA



Quando il segretario dello SNAAL era nel Consiglio della Scala (90-94) e dava voto negativo al cartellone. certi dirigenti lo additavano come un “nemico della Sca­la”; una specie di fenomeno fuori dalle regole, alla stregua di uno che spara alla bandie­ra. Così gli errori e le insen­satezze restavano, con conse­guenti insuccessi e spese inu­tili, anno dopo anno.
Ora in Consiglio di ammini­strazione non c’è nessuno che dica mai no; tutti allineati e passa qualsiasi delibera, an­che la più onerosa e negativa per l’ente. senza la minima obiezione. Ora la Scala, che va in rovina con miliardi di deficit. non ha più “nemici”.
Però c’è ancora qualcuno che, dall’esterno. dà una strigliata alle coscienze: è Piero Busca­roli, critico senza piaggeria, veritiero come l’acqua di sor­gente; a lui non interessa ren­dersi “gradito”, ma fare il pro­prio lavoro con competenza e personalità. Del suo giudizio i lettori hanno capito che pos­sono fidarsi. E cosa dice Bu­scaroli del cartellone scalige­ro di questa stagione 94/95? Poco e molto, dalle pagine de “Il giornale: “Per quel che co­sta. questo teatro non ha idee”. Inaugurazione con Wa­gner-Walkiria. diretta natural­mente da Muti; il M.o Sinopoli sprecato ne “La fanciulla del West”; quattro “riprese” di Verdi, fra cui il “Falstaff” dei fieni/i con la becera regia dello Strehler e “Stiffelio” che non è certo il Verdi mi­gliore; “L’incoronazione di Poppea” e “La stazione ter­male” per l’obbligatorio col­po al cerchio pseudo-filologi­co e alla botte micidial-mo­derna; restano “Salorne” e “Mefistofele”, importato l’uno da Vienna e l’altro da Cardiff. In sintesi
molto stret­ta, questa l’opinione del criti­co, che lamenta anche l’as­senza di Mozart e Rossini, Bellini e Donizetti, per con­cludere: “Meglio campare di buone importazioni per un paio d’anni e intanto chiude­re, rifare tutto, nuova legge, nuovo sistema”. Suggerisce. ci pare, il commissariamentO in attesa di rinnovare la ge­stione. Ma, rinnovare come? “Basta - dice Buscaroli - con l’antica lottizzazione inde­cente, basta con il direttore artistico (che alla Scala è ine­sistente di fatto) il vice-diret­tore artistico, il consulente ar­tistico, il segretario artistico (proposto dal consulente), il direttore musicale, il sovrin­tendente, i consulenti vari ecc. ecc. Un solo direttore de­ve bastare. Ma che lo faccia. Se il M.o Muti vuol essere padrone del teatro, se lo diri­ga, ma si assuma la responsa­bilità in prima persona. senza nascondersi dietro pretesti­fantasmi come ha fatto fino­ra”. Questo è parlar chiaro e schietto. Se qualcuno non aveva capito la situazione della Sc
ala, ora non può più fingere di non sapere.



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