Intervanto diZecchillo in commissione centrale Ministero spettacolo

Signori della Commissione, come si sa l'ANELS-AGIS aveva

11/set/2004 17.36.07 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Intervento di Zecchillo in commissione centrale . Ministero dellospettacolo.

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Nostro Giornale Maggio-Giugno 1998
Organo di Stampa Ufficiale degli Artisti Lirici


INTERVENTO DI ZECCHILLO IN COMMISSIONE CENTRALE MUSICA
DRAMMATICA PRESA DI POSIZIONE DELLO SNAAL
Gli artisti lirici daranno parere negativo a tutte le pratiche
fino a quando gli uffici competenti non prenderanno provvedimenti
contro le gestioni teatrali scorrette.



Onorevole Ministro, Signori della Commissione, come si sa l’ANELS-AGIS aveva tro­vato una spiegazione, anzi la giustificazione, alla grave crisi degli enti lirici: disfunzioni, para1isi, deficit e carenze di ogni genere erano stati attri­buiti alla figura giuridica de­gli enti stessi.
Certo l’ANEL-AGIS è molto abi1e ed esperta in questioni di politica economico-gestio­nale e gliene diamo atto: ma non ha potuto convincerci a credere nei miracoli.
Come credere, infatti, che gli enti lirici di diritto economi­co non saranno più affidati a persone incapaci a dirigerli, a organizzare, programmare, eseguire scelte culturali competenti?
Come essere garantiti che sa­ranno eliminati gli sprechi a vantaggio della produzione; che i cartelloni delle opere e delle recite non saranno sem­pre più ridotti, riducendo il lavoro degli artisti; che non ci sarà spazio per stranieri sco­nosciuti e non qualificati?
Come per essere sicuri che non si accrediteranno più re­gie cervellotiche, anticulturali e dispendiose che, provocan­do un inutile spreco di miliar­di, incidono sul volume della produzione e danneggiano, perciò, non i dipendenti, ma gli artisti?
Il cambiamento della natura degli enti lirici non opererà il miracolo di eliminare tutto ciò e neanche, ove c’è, il clien­telismo e il malcostume, che compromettono una produ­zione corretta e opportuna­mente finalizzata.
Una legge può cambiare favo­revolmente una situazione, ma non cambia gli uomini. Non farà di un netto un intra­prendente, né di uno sprovve­duto un genio, né riuscirà a smuovere dall’inerzia coloro che hanno il compito di vigi­lare sulle gestioni e non han­no mai vigilato.
Purtroppo, se non cambierà il sistema delle scelte, anche questa legge, come la precedente 163 e la vecchia 800, sa­rà inutile.
Con le nostre osservazioni non contestiamo il Ministro, ma gli Uffici del Ministero, perché i Ministri si susseguo­no e cambiano, ma gli uffici sono permanenti.
Essi hanno il compio di vigi­lare per correggere anomalie e carenze riscontrate nei vari settori.
Per esempio sta diventando una consuetudine approvare cose già fatte, perché i pro­grammi arrivano all’approva­zione della Commissione con molto ritardo rispetto ai tem­pi di attuazione.
Non mi presterà più a simili pagliacciate, che ridicolizzano la commissione, vanificano la legge e la funzione di questo Ministero.
Evitando di fare quando devo­no, gli uffici hanno reso pos­sibile il perpetuarsi e quindi l’istituirsi di anomalie, preva­ricazioni, scorrettezze e per­fino illegalità, che ho sempre denunciato in questa sede, ma che non hanno avuto un se­guito presso gli uffici compe­tenti. In tal modo, lo Stato spenderà sempre più miliardi e gli enti lirici andranno sem­pre in rovina.
Poiché non sono mai stato ascoltato in questa sede, non mi resta che un’alternativa. Ho deciso perciò, in segno di protesta, di dare - da oggi in poi - parere negativo a tutte le pratiche.
Questo nostro atteggiamento è l’ennesima riprova che in questa Commissione abbia­mo un solo interesse: quello della musica, del teatro e delle pubbliche istituzioni.
Fino a quando la situazione non entrerà in un percorso più positivo, garantendo moralizzazione, professionalità e meritocrazia, contesteremo il Ministero con questa nostra reazione democratica.
Abbiamo deciso di prendere questa posizione per quanto riguarda il passato; desistere­mo se la nuova gestione ci da­rà un cenno di positivo cam­biamento. Quando gli uffici competenti daranno segni concreti di voler prendere provvedimenti drastici contro gli incapaci, gli incompetenti, le amministrazioni scorrette, allora saremo ben lieti di mu­tare il nostro atteggiamento.




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