ZECCHILLO== Caro Bogianckino

deprecano che Lei non risponda alle chiamate te­lefoniche e alle lettere che

13/set/2004 20.45.28 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Il Nostro Giornale Novembre 1979
Organo di Stampa Ufficiale degli Artisti Lirici




CARO
BOGIANCKINO
Egregio Maestro,
riceviamo continue lamentele da parte di iscritti e non iscritti dovute al Suo atteggiamento troppo repressivo.
Gli artisti lirici, infatti, deprecano che Lei non risponda alle chiamate te­lefoniche e alle lettere che Le vengono inviate e che si rifiuti di ricevere gli artisti che richiedono un incontro per­sonale con Lei. Lo SNAAL condanna questo atteggiamento antidemocratico (che umilia e avvilisce il lavoratore ita­liano e La diffida a perseverare in questo comportamento chiaramente con­trario ai diritti di coloro che desidera­no avere un contatto con Lei.
Tale Suo atteggiamento lede soprat­tutto i diritti di quei lavoratori che di­spongono unicamente del proprio talento e dei propri meriti personali e non si avvalgono dell’appoggio di rac­comandazioni o protezioni da parte dei vari partiti, non escluso il Suo. Lei è già stato precedentemente re­darguito a questo proposito sia dal nostro Sindacato, sia dalla maggioranza degli artisti lirici, non solo a Firenze, ma anche nei teatri precedentemente da lei diretti. Le ricordiamo che ogni for­ma di mediazione, anche gratuita, è categoricamente vietata dalla legge 800: questa norma vale non solo per gli agenti teatrali italiani, ma anche per quelli stranieri. Il nostro teatro lirico ha una ricca tradizione ed è sempre stato caratterizzato dalla presenza di cantanti italiani di grande prestigio; non vediamo quindi la necessità di dare la preferenza a stranieri non qualificati; come Lei solitamente tende a fare; evidentemente si tratta, da parte Sua, si un complesso provinciale, cioè
di un atteggiamento puramente snobistico, a meno che tale comportamento non sia da attribuire ad incompetenza tecnica nel giudicare la validità di un cantante.
In questo caso il nostro ufficio non può che condividere le dichiarazioni recentemente rilasciate all’”Espresso” dal M.o Berio il quale sostiene, in conclusione di una sua intervista, che nelle direzioni dei teatri italiani si annidano spesso dirigenti “incapaci e felloni”. In un momento in cui il teatro è in crisi, tutti noi dovremmo collaborare per dare maggiore credibilità nel nostro teatro lirico all’opinione pubblica; è quindi tristemente squallido disperdere le nostre forze in inutili polemiche e contrasti che non contribuiscono certo a fere del teatro italiano una forza sociale quale ci proponiamo diventi. D’altra parte noi ci troviamo costretti contro una certa classe dirigente che non si attiene a quanto stabilito dalla Legge e ignora i propri doveri. Infatti, il nostro compito sindacale è tutelare moralmente e materialmente la categoria degli artisti, senza la quale Lei non potrebbe sopravivere, considerando che del teatro lirico ha fatto un “refugium peccatorum”.

Ci auguriamo quindi che Lei voglia modificare il Suo atteggiamento, fare il proprio dovere, rispettare le leggi e non offendere più. Finalmente, la sensibilità e la dignità degli artisti lirici.

Qualora non tenesse in considerazione questo invito, il nostro Sindacato entrerebbe in agitazione e organizzerebbe scioperi per chiedere le Sue dimissioni dal teatro di Firenze. Inoltre lo SNAAL si impegnerebbe a livello nazionale per fare in modo che Lei non possa più rientrare in nessuno altro teatro italiano.

Distinti saluti

Giuseppe Zecchillo



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