ZECCHILLO==SOVRAINTENDENTI CON POCHE IDEE

concerti rock si leggono fatti > orrendi: disordini, esplosione di

19/set/2004 20.38.08 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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> Il Nostro Giornale Settembre-Ottobre 1987
> Organo di Stampa Ufficiale degli Artisti Lirici
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> AI SOVRINTENDENTI CON POCHE IDEE
> RISCHIARE PER RIUSCIRE
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> È vero che nelle recensioni di molti concerti rock si leggono fatti
> orrendi: disordini, esplosione di aggressività, finanche ferimenti; ma si
> leggono anche co­se strabilianti. 15.000 spettatori per Diana Ross, 30.000
> per Prince,­8O.000 per David Bowie. Sa­ppiamo che sono cantanti alla moda,
> ma comprendiamo che la loro musica fa parte della vita dei giovani, non è
> «cultura» per iniziati. Perché non cercare di capire­ il fenomeno sociale
> e trasci­nante di queste manifestazioni musicali e canore per portare i
> giovani verso la musica più seria?
> Un sovrintendete, per esempio Badini, con finanziamenti di mi­liardi non
> riesce a riempire la
> Scala; gli organizzatori del rock, senza finanziamenti, coinvolgo­no
> decine di migliaia di spetta­tori e fanno i miliardi.
> I sovrintendenti ormai sono managers - già se ne danno le arie- per
> produrre solo cartelloni striminziti, poche recite e qua­si tutte
> semideserte; gli organiz­zatori, che sono infine dei sem­i impresari,
> fanno il giro del mondo con le loro produzioni e, senza dispendiosi
> costumi, con scenografie di sole luci, richia­mano masse travolgenti.
> C'è qualcosa che fa pensare. Cercando di capire, annotiamo che quando c'è
> in programma un'opera cosiddetta «popolare» (perché ormai entrata nella
> cul­tura del grande pubblico) anche nei teatri dei managers c'è ressa ai
> botteghino e - come si sa - i posti risultano insufficienti a soddisfare
> le richieste.
> Quando in cartellone ci sono no­mi di artisti importanti, succede la
> stessa cosa.
> Allora com'è giustificabile che, con tanto denaro, con opere po­polari e
> con grossi nomi, Badini e altri suoi colleghi non riesca­no ad uscire dai
> vecchi templi per dare modo a tanti, ai giova­ni specialmente, di
> accostarsi ai capolavori della musica... e ai bi­lanci di quadrare?
> I sovrintendenti non hanno mai pensato di provare. Perché? Cer­to è un
> rischio, potrebbe anche «andare buca»... ma non è cer­to il timore della
> magra figura che li frena. No davvero! ne af­frontano tante di «magre» con
> gli insuccessi e le platee vuote che registrano ad ogni stagione. Non si
> può neppure dire che il rischio non li tenti: non è stato un rischio la
> regia di Bob Wil­son per «Salomé»? e quella di Ken Russel per
> «Mefistofele»? Ma preferiscono rischiare per un esperimento fine a se
> stesso non per un vantaggio sicuro. Strano! direbbero i managers, quelli
> ve­ri. È che proprio di far quadra-re i conti e di attirare il grande
> pubblico e i giovani, alla stra­grande maggioranza dei sovrin­tendenti,
> non interessa affatto. Cosa ci perdono se fanno fiasco, cosa cambia per
> loro? Il succes­so se lo costruiscono a parole, con la stampa
> addomesticata, le interviste retoriche e spesso an­che bugiarde, con
> l'enturage de­gli «introdotti» e con una striz­zatina d'occhio a
> legislatori
> com­piacenti.
> E se ne stanno fra i velluti rossi, rivoltando la clessidra degli an­ni.
> Dopo di me, il diluvio...
> Così le nuove generazioni pren­dono sempre più le distanze da una certa
> musica, semplicemente l'ignorano. O, se non l'ignorano, non ne hanno più
> il gusto, la ri­fiutano.
> Con la diseducazione arriva un'altra educazione, che può es­sere quella
> che scatena la vio­lenza.
> Per questo ben fine culturale i contribuenti mantengono i tem­pli della
> musica e i loro Grandi Sacerdoti.
> Signori sovrintendenti, tirate fuori qualche idea - dalla vostra testa,
> non da quella di Russell o di Wilson, perché di opere mi­mate o di opere
> parodistiche non ne vuoi sapere nessuno, né i gio­vani né i vecchi. Fatele
> vedere a tutti queste grandi opere popo­lari, fatele sentire a tutti
> queste voci straordinarie: tenute fra quattro mura sono morte, a por­tata
> di mano sono oggetti di de­siderio, di conoscenza, di comu­nione.
> Perciò insistiamo a insisteremo sempre su questo tema. Se non rischiate
> niente, almeno, signori sovrintendenti, provateci.
> Giuseppe Zecchillo



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