è UTILE RICORDARE

"Lo SNAAL è stato capace di dare l'udito ai sordi e la parola ai muti; ha fatto

19/ott/2004 19.59.56 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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ZECCHILLO E LO SNAAL: UN VENTENNALE SIGNIFICATIVO
DI GUIDO LUCIANO BELLON

Giuseppe Zecchillo e lo SNAAL (Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici): una “storia” che dura da venti anni. Una storia a favore della musica, della lirica, degli artisti, degli addetti ai lavori, di tutto ciò che fa parte del mondo del melodramma.

Zecchillo: “Lo SNAAL è stato capace di dare l’udito ai sordi e la parola ai muti; ha fatto sentire chi non voleva sentire e ha fatto parlare chi non voleva parlare. I motivi base dello SNAAL sono chiarissimi e tutti improntati all’interesse degli artisti alla salvaguardia della musica e della lirica in particolare, sono moltissimi gli astisti iscritti anche se manca qualche nome di indubbio “peso”… L’incomprensione regna ovunque e in ogni campo. E non solo incomprensione. Significa mancanza assoluta di buon senso e di spirito di collaborazione.

Chi è assente non fa la storia. Bisogna avere il coraggio di essere testimoni del proprio tempo. Sono contro i centri di potere, l’indifferenza, l’oppressione, la turpitudine dei privilegi e la svendita dei valori umani.

La strada che ho prefissato mi indica una meta e un traguardo: dare alla lirica una grande trasparenza. Noi non abbiamo imparato ad amare il teatro con la fronte bassa, gli occhi chiusi e la bocca cucita. Amare il teatro vuol dire anche difenderlo”.

Un impegno positivo. Zecchillo ha dimostrato che quanto la volontà e la passione raggiungono l’unisono ogni risultato è possibile; mirare alla sostanza e alla veridicità delle situazioni, espletarne i contenuti, “lottare” per le proprie convinzioni.

Un ventennale significativo. Una ricorrenza storica per gli artisti lirici.

Questa in sintesi la “storia” dello SNAAL. Nasceva a Milano il Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici. Un gruppo di artisti volenterosi aveva maturato la ferma intenzione di lasciare definitivamente la Confederazione Uil, dove molti erano confluiti l’anno precedente; ma dove ogni mossa era dettata da esigenza di partito eludendo gli interessi di categoria.

Giuseppe Zecchillo fu nominato provvisoriamente segretario nazionale con l’arduo compito di cominciare da zero. In meno di un anno di gestione - con una incessante compagna di proselitismo, in cui il segretario si era impegnato personalmente - gli iscritti triplicarono e Zecchillo fu riconfermato nella nomina dell’assemblea generale che di tenne a Milano nel maggio del 1973. il sindacato doveva ora avere anzitutto una sede: a questo provvide lo stesso segretario mettendo a disposizione dello SNAAL i locali di sua proprietà, in pieno centro milanese, senza mai chiedere una lira di affitto, né alcuna forma di rimborso, per sostenere il sindacato.

Con la sede e un congruo numero di adesioni, lo SNAAL poté ottenere il riconoscimento ufficiale dei Ministeri del Lavoro e dello Spettacolo: una veste legale con cui poter agire.

Ma l’autonomia sindacale era mal vista, in quegli anni, dalle varie confederazioni. All’interno degli enti lirici, esse fecero delle pesanti pressioni per boicottare lo SNAAL, così che gli uffici amministrativi, per alcuni anni, si rifiutarono di versare al sindacato le trattenute degli artisti iscritti. La conseguenza era ovvia: rimasto senza un soldo per pagare la luce, riscaldamento, telefono e materiale di cancelleria, spese postali e impiegati, lo SNAAL avrebbe dovuto chiudere i battenti e lasciare ancora una volta gli artisti senza tutela sociale. Ma Zecchillo rifiutò questa conclusione fallimentare: iniziò una lotta per superare il boicottaggio economico e intanto… mise mano alla borsa. Tute le spese vive furono così pagate e lo SNAAL proseguì imperterrito il suo cammino.

Le sue prime battaglie si svolsero in tre direzioni:

l’equa distribuzione del lavoro fra gli artisti specialisti e soprattutto fra gli artisti primari aventi diritto secondo l’art. 18 della legge 800/67;
ottenere la rappresentanza nella Commissione Centrale Musica del Ministero dello Spettacolo, posto che - per la stesa legge spettava agli artisti lirici.
contestare gli sprechi degli enti lirici che provocando la riduzione dei cartelloni, incidono sul lavoro degli artisti.
Per qualificare i propri interventi lo SNAAL ha sostenuto un duro scontro per vincere un ulteriore boicottaggio che voleva impedirgli l’accesso ai Consigli di amministrazione degli enti lirici. La vittoria ha coronato la lotta ancora una vola e dall’86 i rappresentanti degli artisti siedono nei Consigli di amministrazione, dove si battono per l’aumento del lavoro, per il repertorio tradizionale che avvicina il pubblico alla lirica, contro le manipolazioni registiche dei capolavori musicali e infine per la lirica nei grandi spazi, davanti a migliaia e migliaia di spettatori.

Nel ’79, per informare gli artisti, iscritti e non iscritti, sull’attività dello SNAAL in ogni questione riguardante il teatro, la tradizione musicale-culturale, l’occupazione dei cantanti in carriera, la valorizzazione dei giovani leve, etc. nasce “il nostro giornale”, mensile fondato da Zecchillo e redatto ed edito dal sindacato.



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