Gemellaggio S. VITTORE e SCALA carcerati e straricchi chi è più ladro?

Gemellaggio S. VITTORE e SCALA carcerati e straricchi chi è più ladro?

09/nov/2004 20.34.55 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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messaggio in ALLA RICERCA DELLE VERITA' PERDUTE Maurizio Nosal

La scala con Muti non è più la SCALA ma unaspecie di Arcimboldi

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Da: Zecchillo

SCALA, CON MUTI, NON E' PIU' LA SCALA MA UNA SPECIE DI ARCIMBOLDI

Più volte ho avuto occasione di dire che quando la politica interviene nell'arte, l'arte diventa spazzatura. Ma oggi la spazzatura - il trash - è diventata una tendenza di moda. Basti vedere certi programmi della TV, e poi - si sa - la spazzatura rende, è un business. Niente si ricicla con più interessi e più lodi. Ridiventa pulita, diventa nobile. Perché meravigliarci quindi se il Teatro alla Scala ricostruito inaugurerà la prossima stagione 2004-05 con l'opera "L'Europa riconosciuta" di Salieri: un lavoro meno che mediocre, giustamente accantonato dal tempo, ma attualizzato, riciclato ad uso della demagogia politica per celebrare - basandosi solo sul titolo - un avvenimento come la firma del Trattato per la Costituzione Europea, il quale è stato formalizzato, come stablito, proprio nella capitale taliana.
Ma, da questo fare una inaugurazione importante con una brutta opera, con una musica non qualificata è un gesto di servilismo e di piaggeria verso i politici, a cui una grande isituzione come la Scala non doveva degradarsi.
Invece pare, a giudicare dalla sua aria compiaciuta e dalle sue dichiarazioni reboanti, che in n.1 della Scala, M.o Riccardo Muti, quel gesto l'abbia compiuto più che volentieri, anzi ne gongola.
E come non sprizzare gioia da tutti i pori sapendo in anticipo che sarà sommamente applaudito sul podio, osannato dalla stampa, divinizzato dai cretini di turno, qualsiasi cosa faccia e qualsiasi cosa avvenga sul palcoscenico della Scala la sera del 7 dicembre?
Nessuno dubita che per ammannire una cosa scipita in modo accettabile si cercherà di stupire con una scenografia mirabolante, grandiosa...e prodigiosamente costosa.
Il dispendio smisurato è la peculiarità che meno potrebbe stupirci. Ormai siamo assuefatti alla realtà di un debito pubblico spaventoso e di spese nutili altrettanto preoccupanti. Ciò che invece non ci sta bene è l'idea di dover sanare questa situazione di tasca nostra.
Ma cosa possono importare i guai dei cittadini/contribuenti a personaggi di "statura divina"?
Tanto più che, per i noti scambievoli favori fra l'arte (si fa per dire) e la politica, Muti verrà ulteriormente gonfiato "honoris causa" con una laurea in...Filosofia!
Oramai è onniscente: è stato laureato qua e là, più o meno, in ogni campo dello scibile umano. Viene persino il sospetto che sia lui a sollecitare premi, oppure che paghi qualcuno che lavora giorno e notte per procurarglieli. Nemmeno Toscanini e von Karajan, più bravi di lui ma poco domestici con la politica, hanno ricevuto tanti allori universitari. Ormai le fronde sulla testa di Muti sono una foresta e lo stanno coprendo...di ridicolo.
Invece di perdere tempo a raccattare premi fasulli e inutili, sarebbe meglio che il M.o Muti studiasse di più e imparasse a dirigere a memoria, come il grande Claudio Abbado.
Un giornalista, in vena delle consuete adulazioni, definisce Muti "ermeneutico e platonico" ... La mania dell'esegesi non è un pregio e (nell'accezione comune) tutto si può dire di Muti fuorché "platonico".
A quando la laurea in esibizionismo e presenzialismo? E' solo questione di tempo, le relative cattedre non sono state ancora istituite, ma per Muti si farà questo e altro.
Stiamo con i piedi sulla terra, noi poveri mortali che pagano le tasse. Il Ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, minaccia di dimettersi "per non assistere a un suicidio": quello appunto del nostro patrimonio artistico.
Musei importanti, come gli Uffizi di Firenze, siti archeologici di portata internazionale, come Pompei, sono costretti a chiudere...perché non ci sono i soldi per pagare il personale delle pulizie!
Opere d'arte di valore inestimabile (che neppure durante la guerra si pensò mai di alienare) vengono messe in svendita per pagare i conti minuti dello Stato. E di fronte a questo sfacelo artistico, per non parlare di quello sanitario e dell'assistenza agli anziani e ai disabili, il Comune di Milano finanzia un allestimento miliardario, per che cosa? per un'opera - L'Europa riconosciuta - che l'illustre storico della musica, Federico Mompelio, mio insegnante al Conservatorio, definiva "musicalmente insignificante, scritta su commissione, senza ispirazione alcuna".
C'è anche il lato "sociale " dell'avvenimento. La "prima" del 7 dicembre sarà proiettata in vari punti della città: Galleria, Arcimboldi e carcere di San Vittore. Certo, per una vita da galera, è un bel diversivo; i detenuti apprezzeranno. Mi fa piacere per loro.
Però un diavoletto malizioso mi suggerisce anche il lato grottesco della faccenda con una battuta: gemellaggio San Vittore-Scala - carcerati e straricchi - chi è più ladro?


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