La nuova SCALA? Un cantiere delle vanità

18/nov/2004 13.51.44 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: Zecchillo

IL CANTIERE DELLA SCALA TRASFORMATO NELLA FIERA DELLE VANITA'
 
Si comincia ad essere nervosi, se non proprio pessimisti, sull'approntamento della Scala per la data fatidica del 7 dicembre. Tanto risulta al cronista Armando Torno, che quotidianamente aggiorna il bollettino dei lavori dalle pagine del "Corriere della sera".
"Il palcoscenico non è ancora pronto" - dice Torno, e aggiunge:"C'è ancora tutto da fare".
Una certa disorganizzazione e confusione c'è stata: una gru in mezzo a via Verdi mpediva il trasporto degli scenari all'interno del teatro; nei camerini mancava l'acqua e la luce elettrica; operai e tecnici hanno dovuto "incrociare le braccia" e minacciare di andarsene perché finalmente arrivasse l'acqua calda nelle dcce; non c'erano abbastanza prese di corrente per la manovra delle scenografie; due terzi del nuovo palcoscenico risultavano incompleti e non funzionanti...ma questi disguidi si sono probabilmente creati perché a un certo punto ci si è resi conto che i tempi diventavano stretti ed è sopravvenuta la fretta con conseguenti imperfezioni.
E' giusto dire che, in due anni, il cantiere della Scala ha spesso subìto interruzioni per motivi che, con i lavori, non c'entravano per niente. Si sono perse centinaia di ore per fare visitare il cantiere a scopo pubblictario e vanesio, promuovendo le passeggiate in loco da parte di autorità e personaggi vari con il loro codazzo di acompagnatori: il Presidente Ciampi, il Ministro Urbani, il Premio Nobel Dario Fo (sicuramente invitati dal Sindaco Albertini) per non parlare del Sindaco stesso, del vice-Sindaco, di alcuni Assessori e Consiglieri comunali, nonché architetti ed ingegneri, stormi di giornalisti e persino di scolaresche.
La fiera privilegiava ovviamente coloro che facevano da cassa di risonanza propagandistica.
Tutte queste interruzioni, dovute alla vanità (stupidità umana) sono colpevoli del ritardo nei lavori.
Se invece di promuovere esibizioni e approvazioni più o meno di rito, si fosse adottato il senso di responsabilità e di serietà , non ci si sarebbe ridotti a fare le cose con il panico dell'ultimo momento.
Ci auguriamo che tutto vada bene; se così non fosse, sia chiaro che la responsabilità non è di coloro che hanno lavorato, ma dei politici, che non hanno saputo resistere alla tentazione di esibirsi, di auto-approvarsi e di trasformare una cosa importante nella solita sceneggiata mediatica.
 
                                                                      Giuseppe Zecchillo
www.baritonozecchillo.us 



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