Il GIORNO==Intervista di Giiuseppe Zecchillo

che si faranno strada nella lirica?

29/nov/2004 17.22.25 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Biografia

INTERVISTA da: "Il Giorno"



Presentazione: il baritono Giuseppe Zecchillo è stato consigliere d’amministrazione del Teatro Regio di Torino e del Teatro alla Scala di Milano, ha fatto parte della Commissione Centrale per la Musica presso il Ministero dello Spettacolo e presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

È segretario del Sindacato Nazionale Atono Artisti Lirici (SNAAL) da lui stesso fondato trent’anni fa.

Zecchillo è un personaggio noto, non solo perché baritono e per le sue importanti cariche, ma soprattutto per le battaglie sociali e culturali che sostiene nel teatro lirico.





D. Lei è stato protagonista di casi clamorosi; ce ne vuole parlare?
R. Ne cito uno a caso. Anni fa, a Firenze, mi sono rifiutato di cantare alcune variazioni al libretto dell’opera “Tosca” di Puccini, imposte dal regista. Troppo a lungo è durata la moda di trasformare le opere liriche, rendendole irriconoscibili. Il pubblico ha dimostrato di non gradire questa moda e di preferire la tradizione. Gli artisti non possono accettare che i capolavori dei grandi musicisti siano oggetto di stravaganze registiche e difendono l’integrità dell’opera d’arte musicale.



D. Lei è spesso in polemica con i dirigenti teatrali, perché?
R. La lottizzazione politica delle cariche immette ai vertici teatrali persone talvolta incompetenti e incapaci, digiune di teatro e di organizzazione musicale. Il teatro, oggi più che mai, ha bisogno di meritocrazia e di professionalità e , perché no? di un po’ più di chiarezza amministrativa.



D. Sono veramente così gravi gli sprechi che lei denuncia?
R. gli sprechi sono direttamente proporzionali all’incompetenza delle gestioni, di conseguenza la produzione di riduce continuamente, a danno della cultura dei cittadini e del lavoro delle categorie artistiche.



D. Quale sarebbe l’alternativa?
R. Una potrebbe essere l’uso dei grandi spazi, le piazze, gli stadi, i palazzi dello sport, per premettere a tutti i cittadini di fruire lo spettacolo musicale, e non solo a una ristretta èlite. Inoltre una serata con 20 000 spettatori copre le spese.



D. quali sono, secondo lei, gli astri nascenti, i giovani che si faranno strada nella lirica?
R. I grandi artisti sono sempre più rari. La causa è una scorretta e spesso arrogante imposizione di registi e direttori d’orchestra, che vogliono il giovane cantante remissivo, ubbidiente, possibilmente robotizzato. Togliendo all’artista la possibilità di esprimersi, gli si toglie la possibilità di sviluppare i suoi talenti.



D. Che previsioni può azzardare sulla lirica?
R. Previsioni non molto rosee, perché ciascun teatro vuole fare allestimenti faraonici, costosissimi, e poche recite. Quindi poco spazio per nuovi talenti, allontanamenti del pubblico.



D. Cosa si aspetta dai concorsi di canto?
R. I concorsi permettono ai giovani cantanti di emergere e fungono da palestra e trampolino di lancio, come un tempo i teatri di provincia, che oggi sono ridotti a lumicino.



D. Ai giovani che si avviano a questa professione cosa consiglia?
R. Se non sono animati da autentica passione e grande spirito di sacrificio, di non iniziare neppure.






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