Ciampi visita la Scala. Una trovatta pubblicitaria a favore del solito Muti

02/dic/2004 19.57.41 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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 CIAMPI IN VISITA PRIVATISSIMA ALLA SCALA
         UNA TROVATA PUBBLICITARIA IN FAVORE DEL SOLITO MUTI
 
Il nostro ultraottantenne ma infaticabile Presidente della Repubblica si parte da Roma per venire a visitare una Scala ancora incompleta e dove si prova a sedute forzate: talora due volte al gorno. Non si capisce l'interesse del Capo dello Stato in questa visita-lampo, se non quello di concedere la sua figura crismatica all'enfasi dell'evento milanese più reclamizzato dell'anno: la ricostruzione della Scala. La musica e il canto sono diventati un pretesto. Tanto è vero che, nei cartelloni che pavesano la città, compaiono solo i nomi del M.o Muti, del regista Ronconi e dello scenografo Pizzi; i nomi dei cantanti, protagonisti dell'opera sono assenti; contrariamente alla tradizione rimangono ignoti.
Un cantante del cast si è rivolto al sindacato, sentendosi leso professionalmente da questa paradossale esclusione. Non ci meraviglieremmo che fosse stato Muti a dare quest'ordine, essendo nota a tutti la sua avversione per i cantanti, che potrebbero "rubargli" l'attenzone e l'attesa del pubblico. E pensare - sia detto per inciso - che Muti ha sposato una cantante, nipote di un potente politico della DC, alla quale deve l'input della sua carriera.
Ormai è arrivato all'apice, tant'è che il Presidente Ciampi è stato accompagnato da lui durante la visita e si è intrattenuto a colloquio privato con lui, nel suo camerino, per circa mezz'ora.
Ci sarebbe qualche appunto da fare all'etichetta della situazione. Il Capo di uno Stato viene, di solito, accompagnato dalla figura istituzionale pù eminente: in questo caso, il sovrintendente. Invece, di Fontana non si è vista memmeno l'ombra durante la visita di Ciampi. Muti l'ha estromesso completamente. In fatto di buone maniere si sa che Muti non è mai stato un campione.
Resta comunque che, dal punto di vista istituzionale, Muti è un dipendente della Scala, pagato con assegni firmati dal sovrintendente. Non possiamo pensare che il cerimoniere del Presidente della Repubblica abbia sbagliato; è stato Muti che, escludendo il "padrone di casa" (il sovrintendente) ha dato prova di cattivo gusto.
Il giornalista Armando Torno del "Corriere della sera", il quale racconta quello che vede (contrariamente a quanto fa P.Panza) ha detto che i lavori della Scala continueranno anche dopo la "prima"; non c'è niente di male, perciò non si capisce perché il sindaco e Muti vadano blaterando che il teatro è stato completato, come fosse un fatto sovrumano, a cui i Milanesi sempliciotti dovrebbero credere come a un miracolo. C'è ancora qualcuno che ci crede?
La bufala più strabiliante è stata la "difesa" di Salieri, ostentata da Muti nella sua "lezione" all'Università di Milano, che gli regalava un'altra laurea ad honorem. Pur criticando il libretto de "L'Europa riconosciuta" e ammettendo che "non ci si capisce niente", Muti ha esaltato Salieri come un grande, scelto dal'Imperatrice Maria Teresa per comporre quest'opera. Sicuramente Salieri fu un dotto nel campo musicale e un grande didatta, tanto che ebbe allevi che divennero grandissimi, ma non fu un compositore di rilievo. La verità è che l'opera fu commissionata a Gluck; questi però era impegnato con due opere a Parigi, allora si ripiegò su Salieri.
Daltronde a chi interessa tutto ciò, visto che l'inaugurazione del 7 dicembre è - come si sa - un avvenimento mondano? Già i quotidiani milanesi intervistano signore di rango, le quali non parlano che delle "toilettes" che indosseranno alla "prima" e che hanno indossato alle precedenti. Elencano non solo i nomi di famosi stilisti che firmano i loro sontuosi abiti, ma descrivono anche gli splendidi goielli che sfoggeranno. Qualcuna li sfoggerà nel foyer, poiché dichiara che non entrerà in sala, avendo saputo che l'opera è noiosissima. Soltanto la sig.a Ornella Gnutti dice che devolverà in beneficenza i 6000 euro del costo di due biglietti, rinunciando alla serata. E' l'unica signora che si fa buona pubblicità. 
                                                                                    Giuseppe Zecchillo

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