L'opera di Salieri è uno schifoso aborto.Solo i cretini credono il contrario

03/dic/2004 21.16.59 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Zecchillo (Messaggio originale) Inviato: 29/11/2004 17.39
L'OPERA DI SALIERI? CRETINI ERANO E CRETINI SONO

Mi ricordo che nelle lezioni di Storia della Musica, che seguivo al Conservatorio, Federico Mompelio (celebre musicologo dell'epoca) ci spiegava che Antonio Salieri fu ottimo insegnante, ma compositore privo di idee e di talento; tanto è vero che fu invitato alla corte di Vienna per istruire un coro e insegnare ai nobili rampolli, non per comporre opere. "L'Eutopa riconosciuta" diceva Mompelio - è lavoro piuttosto mediocre, privo di invenzione e di vivezza.
Tuttavia si può essere certi che avrà un traboccante successo alla prossima inaugurazione della Scala: tutta la stampa asservita al potere esulterà gridando al miracolo, solo perché è stata diretta da Muti. Si può essere certi di leggere quasi ovunque che Muti è un genio al quale dobbiamo inchinarci riverenti e riconoscenti. Solo pochissimi avranno il coraggio di dire la verità. Io mi onoro di essere tra quelli, e sono in buona compagnia con Pietro Verri, che definì l'opera "un miscuglio", senza tempo e senza stile. Lo scenografo Pizzi e il regista Ronconi hanno accettato il lavoro per una cifra che dicono spropositata; anche Muti - a quanto pare - guadagnerà 40-50 milioni di vecchie lire a sera. Perciò questi signori hanno tutto l'interesse a non accorgersi della banalità e mediocrità dell'opera. Del resto, Muti nella mediocrità ci sguazza. Ha scelto un cast formato, per la stragrande maggioranza, da cantanti sconosciuti, approdati alla Scala non si sa con quale curriculum.
Queste scelte sono omai una caratteristica di Muti, il quale non sopporta che qualcuno possa offuscare il suo primato degli applausi. Solo lui deve trionfare: chi canta deve passare in second'ordine. Tant'è che i tempi stringono, le prove - a detta degli orchestrali e dei coristi - sono indietro in maniera preoccupante, e Muti, invece di concentrarsi sull'opera, va in giro ad esibirsi, a ricevere lauree "ad honorem", a parlare su Salieri all'Università, a ricevere, dentro e fuori la Scala, Personaggi utili alle sue relazioni. Tanto sa benissimo che - anche se l'esecuzione sarà uno schifo - la stampa servile e addomesticata lo osannerà come un portento. Un certo giornalista gli fa da megafono senza vergogna, dicendo delle cretinate che passano per oro colato.
Chissà cosa gliene importa a tutta questa gente - dagli studenti, ai giornalisti, fino a Pizzi e Ronconi - di un'opera abortita, che difficilmente sarà ripresa da un altro teatro, finirà a marcire nei magazzini e ricadrà nell'oblio. Noi contribuenti dovremo dire "grazie" a Muti, che ci ha fatto spendere decine di migliaia di euro per niente.
Se "L'Europa riconosciuta", in 200 anni, non è stata allestita da nessun teatro del mondo, ci saranno dei buoni motivi. Lo stesso Muti sa che si tratta di un'opera povera di idee musicali e di ispirazione, allora perché fa l'entusiasta? semplice: per un atto di piaggeria verso i politici, ai quali fa gioco in questo momento esaltare l'Europa.
Verri, che era colto e intelligente,avvisò i dirigenti scaligeri del suo tempo che l'opera era un fallimento - non fu ascoltato. Cosa si può dire? Cretini erano allora e cretini sono ora.
Giuseppe Zecchillo
baritonozecchillo@email.it
www.baritonozecchillo.u






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