L'inaugurazione della SCALA è una doppia beffa pre i poveri contrbuenti

Chi ha pagato e chi pagherà ancora?

06/dic/2004 19.49.54 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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L'INAUGURAZIONE DELLA SCALA SARA' UNA DOPPIA BEFFA PER I POVERI CONTRIBUENTI. UNA VERA E PROPRIA INGIUSTIZIA SOCIALE. I RICCHI SI DIVERTONO CON I SOLDI DEI POVERI
 
La ricostruzione della Scala è costata (finora) 610 miliardi di vecchie lire. Chi ha pagato e chi pagherà ancora? Ovviamente i cittadini-contribuenti. Non solo i ricchi imprenditori, ma anche  semplici impiegati precari a stipendio minimo, i pensionati e le famiglie che faticano ad arrivare alla fne del mese. Quindi la Scala dovrebbe essere accessibile a tutta questa gente. La stessa gente che poi finanzia anche gli spettacoli attraverso le sovvenzioni dello Stato e deli Enti locali. Sì, perché il contributo degli sponsors è una porzione minima, che d'altra parte e in modi diversi ritorna nelle loro tasche, attraverso gli affari che questi signori fanno con la Scala.
Sappiamo bene però che, nella realtà dei fatti, la Scala è accessibile solo a pochissimi. A chi può permettersi di spendere 300 euro per una poltrona o un posto in palco.
Non parliamo poi della serata inaugurale, dove quasi tutti sono invitati, e quei pochi che non lo sono possono permetersi di sborsare qualunque cifra.
Gli spettacoli della Scala - in particolare quello dell'inaugurazione - sono una doppia beffa per la stragrande maggioranza dei cittadini contribuenti, i quali pagano le spese per fare divertire i ricchi e, per giunta, restano sempre fuori dal teatro. E' una vera e propria ingiustizia sociale.
Gli stessi operai, che hanno lavorato fino allo sfinimento per terminare i lavori nei tempi previsti, una volta completata la ricostruzione del teatro si troveranno vietato l'ingresso, perché troppo al di sopra delle loro possibilità economiche. La Scala se la possono scordare. E' un luogo esclusivo dei ricchi, ai quali non piace mescolarsi con i poveri.
In una città come Milano - dove, malgrado le apparenze di tenuta economica - oltre 200 famiglie vivono al di sotto della soglia di povertà, l'inaugurazione della Scala nel lusso della messinscena e degli invitati splendenti fa un effetto grottesco, inquietante, paradossale.
Il Cardinale Tettamanzi, che ha benedetto il massimo teatro milanese, ha detto che dove c'è la musica c'è l'impronta di Dio. Belle parole ma, inquadrate nel fasto scaligero, suonano fuori dalla realtà. Dio - ci hanno insegnato - è con chi soffre, non con chi sciala. Di fronte a certi eccessi di opulenza, di spreco e di auto-esaltazione qualcuno dovrebbe vergognarsi.
                                                                                               Giuseppe Zecchillo
baitonozecchillo@email.t
www.baritonozecchillo
 
 


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