intervista a Fausto Melloni, fondatore a Omegna della Pro Senectute e del Centro Maderna,

10/dic/2004 14.31.25 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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A Borgomanero nasce “Mimosa”

GRANDE MUSICA

PER UN GRANDE

VOLONTARIATO

BORGOMANERO. Giovedì 9 dicembre, nella bella chiesa di Vergano, si è parlato di aiuto ai malati di cancro in difficoltà. Di solidarietà in un campo dove si opera nel silenzio perché la parola, soltanto quella, fa paura. Di “dedizione aggiunta” da parte di un gruppo straordinario di medici e paramedici dell’Ospedale di Borgomanero che hanno dato vita all’associazione Mimosa per il sostegno al D.H. oncologico.

Ne ha parlato con giusta passione la dott.ssa Incoronata Romaniello, presidente dell’associazione mentre altre emozioni sono state offerte dal soprano piemontese Tiziana Scaciga della Silva, incantevole nell’esecuzione di musiche di Brahms, Franck, Gounod, Berlin e altri compositori di brani d’atmosfera natalizia.

Tra gli ospiti illustri anche Fausto Melloni, fondatore a Omegna della Pro Senectute e del Centro Maderna, oggi con sede a Stresa, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.

Lei si occupa di anziani da trent’anni. Quale potrà essere il rapporto dell’associazione con i malati anziani?

Essere vecchi è una brutta faccenda, essere vecchi e malati di cancro non parliamone. Essere vecchi, malati di cancro, poveri e soli è la disperazione. Mimosa nasce anche per questo: per alleviare questa disperazione.

In che modo?

In tutti i modi possibili. Dall’assistenza personale al sostegno nell’acquisto di farmaci non mutuabili; dai trasporti che vedono in difficoltà il malato indigente, al sostegno al D.H. che deve curarlo.

D.H.? Vogliamo spiegare?

E’ un piccolo reparto dell’Ospedale di Borgomanero dove vengono trattati i malati oncologici. S’incontrano solo donne, che Dio le benedica. Si entra lì con l’angoscia di non farcela e si esce sollevati, perché loro sanno parlarti della nonna che è ferrarese come te e delle sue ricette, dell’orto che quest’anno è in ritardo, della gatta che ha avuto i gattini ….Come tra amici. Come in famiglia. Straordinario. Eppure parliamo di chemioterapia, che non è uno scherzo.

E Mimosa come nasce?

Proprio da questo gruppo di donne che conoscono meglio di chiunque altro povertà e bisogni dei loro pazienti. Invece di contentarsi di far bene il loro lavoro (ed è già tanto!) proprio mentre si parla in giro di malasanità e di medici che trascurano i loro pazienti anziani in istituto, queste si candidano ad un supplemento di lavoro e mettono in piedi un’associazione. In modo che nel borgomanerese chi vuol dare una mano alla lotta contro i tumori non debba orientarsi chissà dove: Mimosa è lì, con la sede proprio in Ospedale. E’ animata da medici e infermieri che curano i nostri malati, e nessuno meglio di loro ne conosce i bisogni. Sostenerla vuol dire aiutare un parente, un amico. Uno di casa nostra. A nome di tutti gli anziani vorrei dire: buon Natale alla giovane Mimosa, ai suoi volontari e soprattutto alle donne che l’hanno partorita.

Da ufficio stampa ISEA ARTS 02.2842836

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