da LECCO

30/nov/2009 12.23.09 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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Al Teatro Cenacolo di Lecco 
UN TRIONFO CHIAMATO "BOHEME"
 
Lecco da ormai 6 anni, ha ritrovato la propria tradizione operistica e una autentica stagione d'opera e operetta che va da ottobre a marzo.
Il merito è esclusivamente del coraggio della associazione culturale Il Cenacolo che fa capo allo storico Convento dei Cappuccini, ed ha la gestione dello spazioso omonimo teatro.
Tutto questo con la collaborazione della prestigiosa Orchestra Sinfonica di Lecco creata da un ex professore della Scala come Silvio Romeo che ha ha fatto la realtà piu' prestigiosa nella musica lecchese, con buona pace dei Pinocchi di turno e della sempre piu' frastornata concorrenza che dissemina in provincia proposte operistiche degne delle peggiori "spedizioni punitive".
Deus ex machina di questa stagione musicale al Cenacolo è un colto melomane come Angelo Cesana ben affiancato dagli amici Giuseppe Fumagalli e Riccardo Arrigoni attuale presidente dell'associazione Cenacolo.
A loro il merito di aver coinvolto nella realizzazione dei cartelloni l'Orchestra Sinfonica di Lecco e il Laboratorio Lirico Europeo di Milano diretto da Daniele Rubboli al quale è stata affidata la direzione artistica e la regia degli spettacoli operistici.
Dopo il grande successo dell'inaugurazione con due recite di "Traviata", la stagione del Teatro Cenacolo è proseguita sabato 28 novembre con una nuovissima edizione della "Bohéme" di Giacomo Puccini che si può definire solamente con una parola: trionfo.
Trionfo di pubblico per le 30 sedie aggiunte in sala e in galleria e le cento persone rimaste senza biglietto.
Trionfo per tutti gli artisti calorosamente festeggiati da un pubblico che ha subito il fascino di un cast di giovani talenti, capitanati dalla superlativa Diana Mian, artista friulana che debuttava il ruolo, e che ha dato a Mimì bellezza e dolcezza, profumo di malizia e forza nella passione d'amore, esprimendo questa tavolozza di sentimenti con una vocalità levigata, degna della giovane Renata Tebaldi.
Il Rodolfo del piu' navigato tenore argentino Pablo Karaman, è stato subito amato dal pubblico perchè il suo interprete, solitamente in cartellone nei grandi teatri della Germania, ha cantato con tutto il suo cuore latino, facendo vibrare le corde della commozione nel suo canto e nel sogno degli spettatori.
"Bello e bravo... da mangiarselo vivo", è stato il commento di alcune signore che a fine recita hanno assediato in camerino il baritono perugino Giulio Boschetti, un Marcello d'altri tempi per la pienezza della vocalità, la grana finalmente da autentico baritono, e l'intelligenza interpretativa, oltre che per la spendida presenza scenica da quell'ex campione di nuoto che è.
Con loro il soprano Elena Franceschi di Pavia alla quale è bastato entrare in scena per far capire a tutti che quella sera, sul palco, c'era la vera Musetta e nessun altra avrebbe potuto sostituirla: bella, spumeggiante, padrona assoluta della scena, musicalmente preparatissima.
Il baritono cremonese Diego Bellini, il miglior caratterista in questa corda, di tutti i teatri della Lombardia, ha fatto di Schaunard un altro impagabile protagonista, mentre il basso giapponese Mori Masashi ha debuttato con intelligenza e impegno il ruolo di Colline che nel tempo potrà approfondire e migliorare avendone tutte le potenzialità.
Walter Rubboli, che ogni tanto da protagonista e capocomico della Compagnia di Operetta del Laboratorio Lirico Europeo, passa ai ruoli di carattere nel repertorio lirico, è stato un Benoit e un Alcindoro da manuale, sia vocalmente sia scenicamente.
Preparatissimi e capaci anche di vivacizzare la scena del secondo atto come Puccini prevede, gli artisti del Coro Mayr di Bergamo diretti da Salvo Sgrò.
E siamo all'Orchestra Sinfonica di Lecco, diretta per l'occasione da Vito Lombardi che tornerà a Lecco a Carnevale per dirigere "La Cenerentola" di Rossini.
Se la scena ha avuto la capacità di trascinare nel sogno il pubblico,facendolo entrare nel vivo della storia di Mimì e dei suoi "scapigliati" amici, lo si deve anche al distillato che l'orchestra ha saputo offrire della musica di Puccini.
Vito Lombardi ha nello stesso tempo saputo accompagnare i singoli cantanti con grande esperienza, ma ha pure offerto al pubblico l'autenticità musicale di Puccini che in questo capolavoro fa di tutto per far ridere e far piangere, ma soprattutto mette in musica il manifesto della giovinezza che resta ed è la protagonista assoluta di quest'opera con la sua forza della speranza e il suo dramma delle illusioni e dei sogni infranti.
Uno spettacolo di alta professionalità che, come ha commentato il pubblico uscendo,"... a Lecco non si era visto mai!".
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Buon Natale
Laboratorio Lirico Europeo di Milano tel 02.2842836
 
 
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