IL MATTINO servizio sulla III Marcia-Fiaccolata della Pace nella Gioia-S.Maria Capua Vetere(Caserta)16 ottobre 2005

IL MATTINO servizio sulla III Marcia-Fiaccolata della Pace nella Gioia-S.Maria Capua Vetere(Caserta)16 ottobre 2005

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17/ott/2005 08.28.35 assgentedel2000 Contatta l'autore

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    dal  quotidiano: IL MATTINO  del 17 ottobre 2005
 
 
              la III (3^)  Fiaccolata(Marcia) della Pace nella Gioia:
      
        "CULTURE  IN  CAMMINO  PER  LA  PACE   E  IL  DIALOGO  POSSIBILE "
                   
 
 
SANTA MARIA Capua Vetere(Caserta)16 ottobre 2005
 
(Fonte )
 
LORENZO CALÒ- A metà strada tra la domenica a piedi e la marcia di Assisi il corteo della pace parte con puntualità svizzera dai giardini della Flora e attraversa con incedere festoso i comuni di Casagiove, Casapulla, Curti, San Prisco (in senso opposto rispetto agli appuntamenti degli anni scorsi) per poi approdare a Santa Maria Capua Vetere. Un serpentone che - ben controllato dalle forze dell’ordine - non supererà i cinquecento partecipanti e che avrà riflessi minimi sul traffico dell’Appia fino poi a toccare le duemila unità. «Meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità», recita uno degli striscioni citando Confucio. E se lo spirito della manifestazione doveva essere quello di creare una sintesi fra culture, etnie e religioni, l’obiettivo è stato solo in parte raggiunto. C’erano sì Nasser Hidouri imam di San Marcellino, el Mustafà Menauoi della Consulta provinciale sull’immigrazione, Anna Redi della Sgi (associazione buddista) ma è mancata la partecipazione di immigrati di colore, di quegli extracomunitari spesso elevati a simbolo dell’emarginazione e della subalternità. Dov’erano ieri? Un interrogativo presto evaporato tra le luci e il calore delle fiaccole e tra le note delle fanfare di Casagiove e Casapulla, accompagnate dal ritmato rullo di percussioni fai-da-te. E poi, un cordone di gonfaloni (da Caserta a Casagiove, dalla Provincia di Napoli alla Regione Campania, dalla Provincia di Caserta a Pompei, Sessa Aurunca, Calvi Risorta, Pignataro, Curti, Casapesenna, Santa Maria Capua Vetere, Maddaloni), vari sindaci, il presidente della Provincia De Franciscis e decine di volontari (fra cui quelli delle associazioni Agape e Icaro), esponenti dei gruppi non profit, dell’Avis, delle organizzazioni umanitarie. «Abbiamo fame di pace», scandiscono alcuni ragazzi, riecheggiando il refrain di «I Poveri non possono aspettare», il brano di Agnese Ginocchio (Pax Christi). Soddisfatti Edgardo Olimpo, assessore alle politiche sociali di Santa Maria Capua Vetere e Giovanni Marseglia, fra i più tenaci organizzatori della manifestazione impreziosita da voli di colombe, palloncini colorati, striscioni e bandiere arcobaleno. Nota (non tanto) a margine: banditi stendardi e simboli politici, la marcia della pace ha avuto il  pregio di svincolarsi dalla morsa dell’etichettatura politica
 
 
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